25 anni fa…

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Alla sua morte Falcone disse:”ora possiamo aspettarci di tutto” come a dichiarare che la guerra tra Stato e Mafia era iniziata con l’esecuzione del suo mediatore.

Vicesindaco di Palermo dal 1956 al 1958 e primo cittadino del capoluogo siciliano dal 1959 al 1963 e poi dal 1965 al 1968.

La sua fine fu violenta: il 12 marzo del 1992, mentre stava per recarsi a lavoro dalla sua villa di Mondello a bordo di un’auto civile guidata da un docente universitario, Alfredo Li Vecchi, con un suo collaboratore ed assessore provinciale, Luigi Rocco, un commando con alla testa due uomini in motocicletta sparò alcuni colpi di arma da fuoco contro la vettura bloccandola. Gli altri occupanti del mezzo non furono stranamente presi di mira dagli assassini che, contrariamente all’abitudine, non distrussero nemmeno la moto impiegata per il delitto. Mentre Lima scendeva dall’auto cercando di mettersi in salvo venne raggiunto dai killer e ucciso a colpi di pistola.

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TRUMP – PUTIN si “trollano” a vicenda

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Trump-Putin: dal “Grande affare” allo spettro della Guerra fredda

Sembrava tutto pronto per un grande accordo che prevedeva l’annullamento delle sanzioni contro la Russia, in cambio di un appoggio russo nella lotta contro il terrorismo islamico.

 

Mosca (AsiaNews) – Sembrava tutto pronto per il “Grande Affare”, e invece di colpo pare che il gioco ritorni a capo, alla Guerra Fredda. Dopo un’infinita spy-story di accordi segreti tra il neo-eletto presidente Trump e l’eterno presidente Putin, che ha portato alle dimissioni del consigliere americano alla sicurezza Michel Flynn e sta mettendo a rischio perfino la carica del procuratore generale Jeff Sessions, uomo-chiave della squadra di Donald Trump, negli ultimi giorni pare che tutto sia stato rimesso in discussione. Fino a minacciare un’escalation bellica tra le due superpotenze del ventesimo secolo.

Le dichiarazioni di Trump sulla necessità di “reazioni più forti” all’annessione della Crimea da parte della Russia, e perfino di una possibile revisione dell’Accordo del 2010 sulle armi strategiche, hanno gettato nello sconforto gli osservatori di tutto il mondo. Sembrava infatti tutto pronto per un grande accordo che prevedeva l’annullamento delle sanzioni contro la Russia, in cambio di un appoggio russo nella lotta contro il terrorismo islamico. Era il “grande affare” che doveva garantire, se non proprio la pace del mondo, almeno la sicurezza dell’America e il controllo della Russia sull’Ucraina e sul Medio Oriente.

La nuova “guerra fredda” 2.0 non è più tra America e Russia, o tra Oriente e Occidente, ma è di tutti contro tutti.

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Invece, dopo gli annunci americani ostili alla Russia, la risposta di Putin non si è fatta attendere, in perfetto stile neo-globale da epoca di Internet, usando cioè la tecnica del trolling: azioni provocatorie per mettere in imbarazzo l’avversario. Putin ha infatti concesso il passaporto russo e l’uso del rublo alle due repubbliche scissioniste di Donetsk e Lugansk, una specie di “aiuto umanitario” fatto non tanto in favore delle popolazioni stremate dalla guerra civile, ma per “trolleggiare” e stuzzicare il campo avversario.
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ORDINE MONDIALE 2016

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ORDINE MONDIALE 2016

Nessun commento: i video si commentano da soli !
Anche se puo’ sembrare assurdo che questi discorsi siano stati pronunciati nel 2016 e non durante la guerra fredda…

NB: perche’ non se ne parla nei nostri telegiornali ? Ci stanno propinando tutta la campagna presidenziale americana ma di questi contenuti NULLA !

 

OLTREPO pavese a rischio !

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UN OMBRA INCOMBE SULL’ OLTREPO PAVESE

No Inceneritore Retorbido

Da oltre un anno ormai, Retorbido e tutti i comuni limitrofi dicono No a questo inceneritore che vogliono costruire nell’ area ex Valdata. Ora è giunto il momento di far sentire la voce della gente di queste terre a chi vuole costruire questo impianto in un territorio vocato all’agricoltura ed alla produzione di vini pregiati: la salute delle persone non si può comprare, ci vogliono risposte e fatti concreti dalla Regione per dare ai nostri figli un futuro a colori e non color grigio fumo.

Non puoi mancare…

MANIFESTAZIONE
NO INCENERITORE
22 maggio 2016 / ore 16:30
Retorbido

Nello splendido Oltrepò Pavese, vogliono costruire, all’ex fornace Valdata, un inceneritore per lo smaltimento di pneumatici, che porterebbe solo gravi danni alla salute e all’ambiente.
I Pneumatici Fuori Uso (PFU), infatti, sono un tipo molto particolare di rifiuto e – come scrive in un articolo su un quotidiano locale l’Ing. Michele Pesci, incaricato da uno dei Comuni dell’Oltrepò Pavese di esaminare la documentazione secretata relativa a tale impianto – un inceneritore basato sulla pirolisi a caldo “è una specie di raffineria che trasforma i pneumatici in carbone e olio pesante consumando metano”.
oltrepoSecondo l’ingegnere, questo tipo di impianti non dovrebbero trattare più di 5 tonnellate di rifiuti al giorno, mentre secondo il progetto della Società Italiana Energetica Tire, presentato in Regione Lombardia il 4 novembre 2014, ne verranno trattati ben 100, per un totale di 32.000 tonnellate l’anno!

Zone Oltrepo Coinvolte dall inceneritore

L’impianto andrebbe a minare profondamente, oltre alla salute dei cittadini (sappiamo bene che il carbone è responsabile, nel caso della centrale di Civitavecchia, di una vera ecatombe fra gli abitanti), l’economia agricola e rurale, nonché turistica e termale della zona.

Inoltre, il valore degli immobili immediatamente crollerebbe, perfino nel vicino Comune di Voghera, per non parlare dei terreni edificabili, per i quali la richiesta sarebbe ridotta al lumicino. Anche per i terreni agrari si prevede un crollo di almeno il 25% del valore, oltre  al valore dei loro prodotti. Insomma, un’intera economia verrebbe messa letteralmente in ginocchio, sarebbe un vero colpo da KO!

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VARIAZIONI CLIMATICHE e CRISI ENERGETICA

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CRISI ENERGETICA in VENEZUELA

Caracas, 25 aprile 2016 -Il Venezuela ha implementato nuove misure di risparmio di energia elettrica il Lunedi in risposta ad una grave siccità che ha fortemente limitato la capacità di generazione di dighe idroelettriche del paese.

A partire da questa settimana, il governo centrale inizierà a razionare energia elettrica a livello nazionale con l’eccezione di Vargas, Nueva Esparta e il distretto della capitale Caracas, l’introduzione tutti i giorni di sospensioni fino a quattro ore di servizio elettrico, che varieranno in base al giorno e regione.

Non ci saranno sospensioni tra le ore 20:00 e 12:00.

Il piano ha lo scopo di arrestare i livelli dell’acqua in declino nel serbatoio Guri nello stato di Bolivar orientale, che fornisce circa il 70% dell’elettricità del paese.

Le misure sono previste per una durata di 40 giorni o fino a quando iniziera’ la stagione delle piogge.

Il Venezuela sta attualmente soffrendo la peggiore siccità dal 1969, che si ritiene essere causata dall’effetto El Niño ed accentuata dai cambiamenti climatici.

All’inizio di questo mese, il governo venezuelano ha presentato ulteriori misure di risparmio energetico, tra cui l’istituzione di una settimana lavorativa di quattro giorni e annunciando il cambiamento di una mezz’ora, come fuso orario legale che entrerà in vigore il 1 ° maggio.

Secondo il governo, le nuove misure hanno gia’ salvato con successo 400 megawatt di energia in marzo e hanno impedito un calo 22 centimetri nella diga idroelettrica Guri.