{"id":401,"date":"2016-04-25T22:55:00","date_gmt":"2016-04-25T20:55:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pmsi.it\/blog\/?p=401"},"modified":"2016-04-22T12:19:53","modified_gmt":"2016-04-22T10:19:53","slug":"401-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pmsi.it\/blog\/401-2\/","title":{"rendered":"30 anni dopo Chernobyl"},"content":{"rendered":"<h1><strong>\u00a030 anni di Chernobyl<\/strong><\/h1>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>10MILA KMQ INUTILIZZABILI, INCERTEZZA NUMERO MORTI<\/strong> \u2013\u00a0 Trent\u2019anni dopo la catastrofe di Chernobyl, il 26 aprile 1986, oltre 10mila chilometri quadrati di territorio sono inutilizzabili per l\u2019attivit\u00e0 economica, pi\u00f9 di 150mila chilometri quadrati sono le aree contaminate della Bielorussia, Russia e Ucraina e 5 milioni di persone vivono in zone ufficialmente considerate contaminate. A causa degli elevati livelli di contaminazione da plutonio nel raggio di 10 chilometri dalla centrale, ricorda Greenpeace nel briefing \u2018L\u2019eredit\u00e0 nucleare di Fukushima e Chernobyl\u2019, <strong>l\u2019area non potr\u00e0 essere ripopolata per i prossimi diecimila anni.<\/strong> Il personale presente nel sito e coloro che intervennero nelle operazioni di emergenza nei primi giorni, in totale circa mille persone, ricevettero le dosi pi\u00f9 elevate, in alcuni casi fatali, di radiazioni. Nel tempo, pi\u00f9 di 600.000 persone sono state impiegate nelle operazioni di emergenza o di recupero (liquidatori). Il numero esatto delle morti legate al disastro non \u00e8 noto. <div class=\"simplePullQuote right\"><p>Il Chernobyl Forum (riuniva Fao, Onu, Oms, Unep, Undp e altre agenzie Onu con Banca Mondiale, Russia, Bielorussia e Ucraina), nel 2003 stim\u00f2 <strong>65 decessi certi e 4.000 vittime di tumori e leucemie<\/strong> \u2018collegabili\u2019. Iarc, agenzia anticancro dell\u2019Oms, nel 2006 indic\u00f2 <strong>25mila casi di cancro in eccesso<\/strong> 16mila dei quali fatali al 2065, a 80 anni dall\u2019evento. Nel 2011 Unscear, comitato scientifico delle Nazioni unite dedicato ai rischi da radiazioni, rilev\u00f2 <strong>6mila casi di cancro alla tiroide<\/strong> fra i bielorussi bambini al tempo dell\u2019incidente, 15 dei quali fatali.<\/p>\n<\/div> Le valutazioni degli ambientalisti sono molto pi\u00f9 alte e vanno dalle centinaia di migliaia di casi di tumori alle decine di migliaia di morti nel tempo (40mila secondo lo studio Torch 2016). Numerosi gli studi, ognuno con i suoi numeri, scarsi i dati epidemiologici. Intanto gli ecologisti puntano il dito contro la sottovalutazione dei rischi delle basse esposizioni, accusando il fronte nuclearista di disinformazione.<\/p>\n<\/blockquote>\n<p><a href=\"http:\/\/chernobyll.weebly.com\/\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright\" title=\"Chernobyl\" src=\"http:\/\/i.dailymail.co.uk\/i\/pix\/2013\/11\/30\/article-2516149-19BCCF7300000578-574_964x628.jpg\" alt=\"Chernobyl\" width=\"964\" height=\"628\" \/><\/a>Mentre la contaminazione da cesio-137 \u00e8 diminuita qualche decina di volte in molti dei prodotti agricoli, la sua diminuzione \u00e8 inferiore in prodotti come i funghi e i frutti di bosco. Allo stesso tempo, <strong>i livelli nel latte, nella carne bovina e nei prodotti forestali non legnosi, avvertono gli ambientalisti, continuano a superare il contenuto ammissibile per legge di cesio-137.<\/strong> Il lavoro sul campo effettuato da Greenpeace nella regione ucraina di Rivne, nel 2015, ad esempio, ha scoperto nel latte livelli di cesio-137 superiori ai limiti per il consumo. Un\u2019area di 30 chilometri attorno al reattore, attraverso il confine tra Ucraina e Bielorussia, \u00e8 stata completamente evacuata dopo il disastro a causa degli alti livelli di contaminazione e definita \u2018zona di esclusione\u2019. In teoria sarebbe vietato dalla legge, ma migliaia di persone vi lavorano e oltre un centinaio, soprattutto anziani, vi vivono. Nel 2012 l\u2019area \u00e8 stata anche aperta ai turisti. Disseminati nella zona ci sono, secondo stime, circa 800 depositi di materiale a bassa radioattivit\u00e0 prodotto dalle bonifiche. C\u2019\u00e8 anche lo stagno artificiale parte dei sistemi di raffreddamento della centrale, con acqua gravemente contaminata. Come fa notare il rapporto di Greenpeace \u2018Chernobyl: 30 years later\u2019 si tratta di fonti \u2018aperte\u2019 di radioattivit\u00e0 che diffondono radionuclidi attraverso aria o acqua. Attualmente non esistono piani per il reinsediamento della popolazione o la ripresa dell\u2019attivit\u00e0 agricola, ma sono previsti dei progetti di ricerca internazionale. Intanto, bench\u00e9 si stia ripopolando di animali selvatici, la foresta contaminata \u00e8 a rischio di incendi che potrebbero riportare nell\u2019aria i radionuclidi intrappolati nel legno. Nel caso peggiore, indicano alcune stime, il fumo potrebbe creare un rilascio di radioattivit\u00e0 equivalente a un incidente di livello 6 sulla scala Ines (International nuclear events scale) che misura la pericolosit\u00e0 degli incidenti (<span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Chernobyl e Fukushima sono al 7, il massimo<\/strong><\/span>).<\/p>\n<p><strong><a href=\"http:\/\/chernobyll.weebly.com\/animal-mutations.html\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft\" title=\"Mutazioni genetiche a chernobyl\" src=\"http:\/\/img.welt.de\/img\/vermischtes\/crop101382084\/9519594536-ci3x2l-w540-aoriginal-h360-l0\/Kalb-3-BM-Bayern-Azedenia.jpg\" alt=\"Mutazioni genetiche animali\" width=\"540\" height=\"360\" \/><\/a>La Bielorussia ha subito le le peggiori conseguenze dell\u2019incidente<\/strong>. Per via della direzione del vento nelle ore immediatamente successive all\u2019esplosione, la nube radioattiva \u00e8 ricaduta sopratutto in territorio bielorusso, contaminandone il 23% (46.500 chilometri quadrati) rispetto al 5% di quello ucraino (50mila kmq su 12 province). Colpite anche 19 regioni russe per 60mila kmq. Oggi vaste aree del Paese, soprattutto le regioni meridionali dove vivono centinaia di migliaia di persone, presentano livelli di radioattivit\u00e0 molto elevati. Secondo alcune stime del governo bielorusso il disastro \u00e8 costato almeno 235 miliardi di dollari su un periodo di 30 anni, calcolando l\u2019impatto dei costi sanitari, l\u2019abbandono di miniere e fattorie e la perdita di oltre 200mila ettari di superficie agricola e 1.900 chilometri quadrati di foresta potrebbero essere stime ottimistiche. Oltre il 22% della spesa pubblica della Bielorussia nel suo primo anno di indipendenza \u00e8 servito per affrontare il disastro, principalmente nella costruzione di case per 135mila sfollati dalle aree contaminate. Oggi si vcalcola che le spese sostenute dal governo per le conseguenze del disastro, soprattutto per la cura dei malati, sia attorno al 5% della spesa pubblica.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"alignright\" src=\"http:\/\/chernobyll.weebly.com\/uploads\/5\/2\/6\/6\/52665153\/2919259_orig.jpg\" alt=\"Picture\" \/>STORIA: La cronaca degli eventi che la notte del 26 aprile 1986 port\u00f2 al disastro di <strong>Chernobyl<\/strong> mostra una serie di incredibili <strong>sottovalutazioni<\/strong> <strong>dei rischi<\/strong> e <strong>una gestione irresponsabile degli eventi.<\/strong>I protagonisti di quella notte sono quasi tutti morti e le ricostruzioni sono ostacolate dalla segretezza imposta dal regime sovietico, la stessa che port\u00f2 alla comunicazione dei rischi ai Paesi confinanti con tre giorni di ritardo. Tra i protagonisti di quella notte <strong>Anatoly Dyatlov<\/strong>, vice ingegnere capo della centrale, e<strong> Alexander Akimov,<\/strong> responsabile del turno di notte. Secondo alcune fonti Dyatlov ordin\u00f2 di procedere con il test di sicurezza programmato bench\u00e9 fosse assai rischioso, ma lo stesso dopo 5 anni di carcere e il crollo dell\u2019Urss sment\u00ec tutto parlando di una montatura dei Soviet e spiegando che se avesse saputo che mostro di inefficienza era la centrale non ci avrebbe neanche messo piede. Pare sia stato Akimov a premere il tasto <strong>AZ-5<\/strong>, arresto d\u2019emergenza, ma troppo tardi, e sembra che quando i due tecnici che dopo l\u2019esplosione aveva mandato a controllare cosa fosse successo tornarono con la faccia bruciata dalle radiazioni spiegando che il reattore non esisteva pi\u00f9<strong> lui non gli credette<\/strong>, facendo perdere ore preziose.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Dyatlov racconta d\u2019aver lasciato la sala di controllo della centrale alle 4 per avvertire Viktor Bryukhanov, direttore dell\u2019impianto, che a sua volta <strong>perse altre quattro ore<\/strong> dicendo ai preoccupati apparatchik di Mosca che il reattore era intatto. Akimov mor\u00ec due settimane dopo avvelenato dalle radiazioni assorbite, Dyatlov nel 1995 di infarto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft\" title=\"Chernobyl prima e dopo\" src=\"http:\/\/tsfluff.com\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/4_chernobyl_009.jpg\" alt=\"Chernobyl prima e dopo\" width=\"990\" height=\"1361\" \/>Ma cos\u2019era successo?<\/strong> Il test riguardava la capacit\u00e0 del reattore di alimentarsi solo con la sua stessa energia, in caso di interruzioni elettriche generali, un \u2018test d\u2019inerzia\u2019 che avveniva con i sistemi automatici di sicurezza disattivati, inclusi quelli di raffredamento d\u2019emergenza. Il reattore, era un sovietico Rbmk di derivazione militare, poco prima dell\u2019esplosione aveva solo sei barre di grafite su oltre 200 inserite a frenare la reazione, le altre erano state sollevate<strong> per una serie di errate valutazioni<\/strong>sull\u2019effettivo livello delle reazione che si stava sviluppando. Gli operatori avevano progressivamente ridotto la potenza del reattore rendendolo cos\u00ec instabile, quando rialzandola pensarono di averla riportata a livelli sufficienti procedettero con il test, <strong>ma una riduzione del refrigerante e un afflusso di acqua bollente causarono un\u2019impennata della reattivit\u00e0, e le altre barre fatte subito calare non scesero abbastanza<\/strong>: deformate dal calore non scivolavano pi\u00f9 negli alloggiamenti.<strong> E fu il disastro.<\/strong> Il reattore arriv\u00f2 a 120 volte la sua potenza massima, il combustibile si framment\u00f2, il nocciolo si fuse, la grafite delle barre di contenimento si incendi\u00f2, l\u2019acqua si vaporizz\u00f2 e si verific\u00f2 una violenta esplosione che lanci\u00f2 in aria una piastra pesante mille tonnellate. Dopo due o tre secondi una seconda esplosione e un turbine di aria rovente si alz\u00f2 per centinaia di metri nel cielo. Le esplosioni distrussero il vessel del reattore e il conseguente incendio che dur\u00f2 almeno dieci giorni causando il rilascio nell\u2019ambiente di un\u2019enorme quantit\u00e0 di materiale radioattivo. Il fumo del reattore in fiamme diffuse numerosi materiali radioattivi, soprattutto iodio (I) e cesio (Cs), su gran parte dell\u2019Europa. Gi\u00e0 il 27 aprile il personale della centrale nucleare svedese di Forsmark rilev\u00f2 un\u2019impennata nella radioattivit\u00e0, <strong>la mattina dopo la Svezia chiese lumi a Mosca che neg\u00f2 tutto<\/strong>, ma la sera stessa la Tass batt\u00e8 cinque righe nelle quali parlava di un generico incidente, e in breve in tutta l\u2019Europa si diffuse l\u2019allerta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo I-131, il radioisotopo che maggiormente contribuisce alla dose assorbita dalla tiroide, ha emivita breve (8 giorni) e decade quindi quasi totalmente entro poche settimane dall\u2019incidente. Il Cs-137 radioattivo, che contribuisce sia alla dose esterna sia a quella interna, ha un\u2019emivita molto pi\u00f9 lunga (30 anni) ed <strong>\u00e8 ancora misurabile sul suolo e in alcuni cibi in gran parte d\u2019Europa<\/strong>. Le quantit\u00e0 pi\u00f9 rilevanti di radionuclidi caddero su vaste aree dell\u2019Unione Sovietica intorno al reattore, aree che si trovano attualmente in Bielorussia, Federazione Russa e Ucraina. Si stima che nel 1986\u20131987 siano stati inizialmente impiegati circa<strong> 350.000 lavoratori nelle operazioni di emergenza e di recupero<\/strong>, inclusi militari, operatori dell\u2019impianto, poliziotti locali e vigili del fuoco. Tra di essi, circa 240.000 lavoratori impiegati nelle operazioni di recupero parteciparono ad attivit\u00e0 di mitigazione presso il reattore e nella zona circostante entro un raggio di 30 chilometri. In seguito, il numero di liquidatori registrati sal\u00ec a 600.000, anche se non tutti furono esposti ad alti livelli di radiazione. Nelle aree di Bielorussia, Federazione Russa e Ucraina classificate come contaminate da radionuclidi vivevano pi\u00f9 di cinque milioni di persone. Di queste, circa 400.000 vivevano in aree maggiormente contaminate: <strong>116.000 persone furono evacuate tra la primavera e l\u2019estate del 1986<\/strong> dall\u2019area circondante il reattore (la zona di esclusione) e trasportate in zone non contaminate. Altre <strong>220.000 persone furono spostate negli anni successivi.<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a030 anni di Chernobyl 10MILA KMQ INUTILIZZABILI, INCERTEZZA NUMERO MORTI \u2013\u00a0 Trent\u2019anni dopo la catastrofe di Chernobyl, il 26 aprile 1986, oltre 10mila chilometri quadrati di territorio sono inutilizzabili per l\u2019attivit\u00e0 economica, pi\u00f9 di 150mila chilometri quadrati sono le aree contaminate della Bielorussia, Russia e Ucraina e 5 milioni di persone vivono in zone ufficialmente [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"quote","meta":{"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"categories":[5,8],"tags":[330,329,59],"class_list":["post-401","post","type-post","status-publish","format-quote","hentry","category-scienza","category-storia","tag-26-aprile-1986","tag-26-aprile-2016","tag-chernobyl","post_format-post-format-quote"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.3 - 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