Thu, 02 Apr 2026 11:58:03 GMT
Salute, Komposer
Un cerotto elimina il melanoma senza l'intervento chirurgico

AGI - Un cerotto elastico attivato dal calore potrebbe offrire un` alternativa non invasiva alla chirurgia per il trattamento del melanoma. È quanto emerge da uno studio condotto da Xin Li, Shi Chen, Meijia Gu e Ruquan Ye, pubblicato sulla rivista ACS Nano. Il dispositivo, simile a un bendaggio, utilizza grafene prodotto con laser e arricchito con ossido di rame, inserito in un polimero flessibile.

Una volta riscaldato a circa 42 gradi Celsius

Il cerotto rilascia ioni di rame che inducono stress ossidativo nelle cellule tumorali, danneggiandone il DNA e inibendone la diffusione. Nei test di laboratorio, il sistema ha eliminato la maggior parte delle cellule di melanoma coltivate e ridotto la loro capacità di movimento. In uno studio preliminare su modelli animali, della durata di 10 giorni, il trattamento ha ridotto le lesioni tumorali fino al 97% senza danneggiare i tessuti sani circostanti. Le analisi hanno inoltre mostrato che le cellule tumorali non si erano diffuse oltre il sito originario e che non vi era accumulo di rame negli organi o nel sangue, suggerendo un buon profilo di sicurezza. Il melanoma, che si sviluppa negli strati superficiali della pelle, è tradizionalmente trattato con intervento chirurgico. Tecnologie come questa potrebbero consentire trattamenti più mirati e meno invasivi, riducendo effetti collaterali e migliorando la qualità della vita dei pazienti. Secondo i ricercatori, la combinazione tra semplicità di utilizzo, riutilizzabilità e precisione rende il cerotto una soluzione promettente per future applicazioni cliniche, anche se saranno necessari ulteriori studi per verificarne efficacia e sicurezza nell` uomo.



Thu, 02 Apr 2026 09:17:15 GMT
Salute, Komposer
Giornata mondiale dell` autismo, in Italia 1 bambino su 77 nello spettro

AGI - Come ogni anno si celebra il 2 aprile la Giornata Mondiale della Consapevolezza sull` Autismo.

Gli studi internazionali indicano un aumento della prevalenza dei disturbi dello spettro autistico influenzato da diversi fattori: maggiore formazione dei medici, criteri diagnostici più inclusivi, crescente consapevolezza nella popolazione e variabili socio-economiche.

Prevalenza dell'autismo nel mondo e in Italia

Le stime più recenti riportano: 1 su 54 tra i bambini di 8 anni negli Stati Uniti; 1 su 160 in Danimarca e Svezia; 1 su 86 nel Regno Unito; 1 su 100 negli adulti in Inghilterra (pochi studi disponibili). In Italia, secondo i dati del Progetto Osservatorio per il monitoraggio dei disturbi dello spettro autistico, coordinato da Istituto Superiore di Sanità  e Ministero della Salute, la prevalenza è stimata in: 1 bambino su 77 (fascia 7-9 anni) con una maggiore incidenza nei maschi, 4,4 volte superiore rispetto alle femmine.

Cosa sono i disturbi dello spettro autistico

disturbi dello spettro autistico (Autism Spectrum Disorders, ASD) costituiscono un insieme eterogeneo di condizioni del neurosviluppo caratterizzate da: difficoltà persistenti nella comunicazione e nell` interazione sociale in diversi contesti; comportamenti, interessi o attività ristretti e ripetitivi. La sintomatologia può variare ampiamente per complessità e severità , e può modificarsi nel corso del tempo. Le persone nello spettro presentano inoltre con frequenza comorbilità neurologiche, psichiatriche e mediche, che richiedono un approccio integrato e personalizzato nella definizione degli interventi.

L'importanza della giornata mondiale

La Giornata mondiale del 2 aprile rappresenta un` occasione per ribadire la necessità di politiche inclusiveservizi adeguati e percorsi personalizzati che accompagnino le persone nello spettro autistico lungo tutto l` arco della vita.

L'impegno di Anffas e il tema 2026

L'Anffas rinnova il proprio impegno per la promozione dei diritti, della dignità  e dell` inclusione delle persone nello spettro autistico. Il tema scelto per il 2026, “Autismo e umanità : ogni vita ha valore” ( “Autism and Humanity – Every Life Has Value” ), richiama l` attenzione sul riconoscimento del valore intrinseco di ogni individuo e sulla necessità di costruire una società realmente accogliente. “Parlare di umanità  vuol dire ancora una volta mettere al centro la Persona, con i suoi desideri e le sue reali necessità , valorizzandola nella sua unicità e superando stereotipi, pregiudizi e barriere culturali” , afferma Roberto Speziale, presidente nazionale Anffas. “Ribadiamo l` importanza del Progetto di Vita individuale, personalizzato e partecipato: un diritto, non una concessione” .

Palazzo Chigi si illumina di blu

Anche quest` anno la Presidenza del Consiglio dei Ministri aderisce alla campagna di sensibilizzazione promossa dalla Fondazione Italiana per l` Autismo, illuminando di blu la facciata principale di Palazzo Chigi fino alle 23.59 di oggi, giovedì 2 aprile 2026, con una pausa nelle ore diurne. Un gesto simbolico che richiama l` attenzione pubblica sulla necessità di garantire inclusione, sostegno e pari opportunità .

Anche la facciata di Montecitorio si illuminerà di blu a partire dal tramonto di oggi.

 

 



Thu, 02 Apr 2026 01:13:00 GMT
Salute
Nuova cura 'pan-cancro': mix di farmaci blocca la crescita tumorale

AGI - Una combinazione di farmaci mirata a due proteine potrebbe rappresentare una nuova strategia terapeutica 'pan-cancro' per diversi tumori: è quanto emerge da uno studio preclinico guidato da Jing Han Hong insieme a Jianfeng Chen e colleghi, pubblicato su Science Translational Medicine.

Nei modelli animali, l'inibizione simultanea delle proteine LSD1 e PARP1 ha ridotto la crescita tumorale e prolungato la sopravvivenza.

Il ruolo del gene BAP1 nei tumori

La ricerca si concentra su tumori caratterizzati da mutazioni del gene BAP1, un soppressore tumorale coinvolto nella protezione del DNA. Alterazioni di questo gene sono presenti in diversi tipi di cancro, tra cui colangiocarcinoma, mesotelioma e tumori del fegato, e favoriscono la proliferazione e l'aggressività delle cellule tumorali.

Come funziona il meccanismo individuato

Per comprendere meglio i meccanismi comuni a questi tumori, i ricercatori hanno utilizzato tecniche di 'pulldown' e spettrometria di massa per mappare le proteine con cui BAP1 interagisce. L'analisi ha mostrato che BAP1 contribuisce a un processo di riparazione del Dna noto come 'global genome nucleotide excision repair', fondamentale per mantenere l'integrità genomica.

Lo studio ha identificato due proteine, LSD1 e PARP1, come partner funzionali di BAP1 a livello della cromatina.

I risultati nei modelli preclinici

Test farmacologici hanno evidenziato che l'inibizione combinata di queste proteine - attraverso un composto sperimentale e il farmaco gia' approvato olaparib - induce la morte delle cellule tumorali. Nei modelli murini con tumori privi di BAP1, questo approccio ha portato a una riduzione significativa delle masse tumorali e a un prolungamento della sopravvivenza.

Prospettive e limiti dello studio

I risultati suggeriscono che colpire simultaneamente più   bersagli molecolari possa superare alcune delle limitazioni delle terapie mirate a un singolo pathway. Gli autori sottolineano tuttavia che si tratta di uno studio preclinico e che saranno necessari ulteriori studi per verificare l'efficacia e la sicurezza di questa strategia nell'uomo. "Sono necessari ulteriori lavori per valutare l'applicabilità clinica di questo approccio", evidenziano i ricercatori. 



Thu, 02 Apr 2026 00:32:00 GMT
Salute
Fratelli e sorelle aiutano a superare il lutto dei genitori

AGI - Le persone che possono contare su fratelli e sorelle sperimentano meno difficoltà emotive al momento del decesso di un genitore in età adulta. Lo dimostra uno studio, pubblicato sul Journal of Epidemiology & Community Health, condotto dagli scienziati dell'Università di Helsinki.

Il team, guidato da Juha Luukkonen, ha valutato i modelli di acquisto di farmaci psicotropi, come antidepressivi, ansiolitici, sedativi e sonniferi, nei tre anni precedenti e nei tre successivi alla morte di un genitore. La coorte era composta da adulti finlandesi di eta' compresa tra 35 e 55 anni. La perdita di un genitore, spiegano gli esperti, è traumatica per i bambini piccoli e gli adolescenti, ma ci sono poche prove sull'impatto emotivo di questi eventi nell'età adulta.

L'influenza dei fratelli

Per colmare queste lacune, gli autori hanno considerato le informazioni di 2.410.600 persone con e senza fratelli e sorelle. I risultati hanno evidenziato che chi aveva meno fratelli era associato a una probabilità maggiore di acquistare farmaci per la salute mentale. In aggiunta, tra coloro che avevano subito la perdita di un genitore, gli acquisti di medicinali aumentavano nell'anno precedente al decesso e raggiungevano il picco nei 12 mesi successivi.

I figli unici

La prevalenza annuale dell'acquisto di farmaci per la salute mentale variava dal 12 al 21 per cento, con discrepanze maggiori tra chi aveva perso la madre e chi aveva meno fratelli. Nello specifico, la probabilità di acquisto medicinali era di 5,1 punti percentuali più elevata tra figli unici che avevano perso la madre rispetto ai figli unici che avevano ancora i genitori. Per confronto, tale valore aumentava solo di 4,3 punti per chi aveva un fratello o una sorella, di 3,5 punti per chi ne aveva due e di 2,6 tra chi ne aveva tre.

Differenze tra madre e padre e cause del decesso

L'aumento di spesa a seguito del decesso della madre aumentava in tutti i gruppi rispetto a quanto osservato per la morte del padre, indipendentemente dal numero di fratelli. Tale comportamento, pero', variava anche in basa alla causa del decesso, con le morti dei genitori per demenza associate a un numero maggiore di acquisti durante tutto il periodo di studio.

Le differenze più significative, pero', sono emerse per le malattie oncologiche. In questi casi, infatti, gli acquisti di farmaci per la salute mentale sono aumentati notevolmente nell'anno precedente alla morte, soprattutto tra coloro che avevano meno fratelli. Gli autori precisano che questo lavoro era di natura osservazionale, per cui non è possibile trarre conclusioni definitive in merito a un rapporto di causa-effetto. In aggiunta, gli scienziati sottolineano di non aver potuto tenere conto della potenziale influenza di reti sociali, persone care, amici e fratellastri.

C'è da considerare, poi, che le correlazioni più forti riscontrate per le donne potrebbero essere spiegate dal fatto che gli uomini tendono a non cercare aiuto per problemi di salute mentale con la stessa frequenza delle donne e che l'acquisto non ne riflette necessariamente l'utilizzo.

Le conclusioni

"Esistono delle spiegazioni plausibili per i nostri risultati - conclude Luukkonen - ad esempio il supporto emotivo e pratico e la cura condivisa che i fratelli possono fornire prima e dopo la morte di un genitore, il che potrebbe attenuare le ripercussioni emotive. Considerato il progressivo assottigliamento delle reti di parentela in molte societa' che invecchiano, i figli potrebbero trovarsi ad affrontare crescenti tensioni man mano che i genitori si avvicinano alla fine della loro vita". 



Wed, 01 Apr 2026 01:00:00 GMT
Salute, Komposer
Scoperta la proteina chiave per combattere la depressione

AGI - Identificato un meccanismo molecolare intrinseco del cervello in grado di contrastare la depressione, ma vulnerabile allo stress cronico. È quanto emerge da uno studio guidato da Xin Shi del Second Affiliated Hospital of Soochow University, con contributi tra gli altri di John Marshall della Brown University, pubblicato sulla rivista 'Science Signaling'.

Il ruolo chiave della proteina Rab5If

La ricerca, condotta su neuroni murini e modelli animali, dimostra che la proteina Rab5If svolge un ruolo chiave nel sostenere i segnali neuronali legati al fattore Bdnf, fondamentale per la plasticità ' sinaptica e gli effetti antidepressivi.

Stress cronico e riduzione di Rab5If

Lo studio mostra che lo stress cronico lieve provoca una riduzione dei livelli di Rab5If, compromettendo una cascata molecolare essenziale per il corretto funzionamento del sistema Bdnf. In condizioni normali, Rab5If favorisce la traduzione di Rna messaggeri coinvolti nella sumoilazione delle subunità Gi1/3, un processo biochimico necessario per l'attivazione del recettore TrkB del Bdnf.

La diminuzione di questa proteina interrompe tale processo, impedendo la formazione dei complessi molecolari necessari alla trasmissione del segnale.

Effetti comportamentali nei modelli animali

Gli esperimenti hanno evidenziato che la soppressione o eliminazione di Rab5If nell'ippocampo induce comportamenti simili alla depressione nei topi e riduce la ramificazione neuronale. Al contrario, un aumento dell'espressione della proteina ha prodotto effetti opposti, attenuando i sintomi depressivi nei modelli animali.

Implicazioni per la comprensione della depressione

 

Questi risultati contribuiscono a chiarire le basi biologiche della depressione, una condizione che colpisce circa il 5% della popolazione adulta mondiale e le cui origini molecolari restano in gran parte poco comprese. Il lavoro si inserisce nel filone di studi che evidenziano il ruolo centrale del Bdnf nella regolazione della plasticità sinaptica e nei meccanismi d'azione di trattamenti innovativi come la ketamina.

"Mostriamo che Rab5If regola cambiamenti metabolici e mitocondriali collegati al segnale Bdnf, un'interazione cruciale per comprendere la patologia della depressione e sviluppare strategie terapeutiche mirate", concludono gli autori. La scoperta apre nuove prospettive per la ricerca di terapie piu' efficaci, suggerendo che intervenire su questa via molecolare potrebbe contribuire a ripristinare i meccanismi naturali di resilienza del cervello allo stress. 



Tue, 31 Mar 2026 03:32:00 GMT
Salute
Ecco com'è il cibo coltivato sulla Luna

AGI - Coltivare ortaggi nutrienti in suoli simili a quelli lunari è possibile e, in alcuni casi, può persino migliorarne il profilo antiossidante. È quanto emerge dallo studio internazionale "Growing Food for the Moon: How Lunar Soil Changes Plant Quality and Biological Effects", frutto di una collaborazione multidisciplinare che ha visto protagonista l'Università di Camerino. La ricerca è stata condotta da Fatemeh Mansouri, dottoranda dell'Unità di Biologia Molecolare e Nutrigenomica della Scuola di Scienze del Farmaco e dei Prodotti della Salute Unicam, sotto la supervisione di Rosita Gabbianelli, in collaborazione con due Dipartimenti della University of Trás-os-Montes and Alto Douro (Utad) in Portogallo, guidati dalle professoresse Isabel Gaivão e Ana Barros; con il gruppo di ricerca coordinato da Sauro Vittori della Scuola di Scienze del Farmaco e dei Prodotti della Salute di Unicam e con Giorgia Pontetti della Ferrari Farm (Italia).

Il progetto integra fisiologia vegetale, chimica analitica, agronomia orientata allo spazio e test biologici in vivo per valutare la fattibilità della coltivazione di piante edibili in suoli lunari simulati e comprenderne gli effetti sulla qualità nutrizionale e sulle risposte biologiche. In vista di future missioni spaziali orientate a una presenza umana stabile sulla Luna e su Marte, lo sviluppo di sistemi alimentari sostenibili e autonomi rappresenta una sfida cruciale: trasportare cibo dalla Terra è infatti costoso e impraticabile nel lungo periodo. Le piante sono elementi chiave dei sistemi bioregenerativi di supporto alla vita, poiché forniscono alimenti freschi e contribuiscono alla produzione di ossigeno e al riciclo delle risorse.

La coltivazione della cima di rapa in ambienti simulati

"Lo studio - sottolinea Mansouri -, ha preso in esame la Brassica rapa var. cymosa, nota come 'cima di rapa', ortaggio ricco di composti bioattivi e caratterizzato da un ciclo di crescita rapido, ideale per ambienti controllati. Le piante sono state coltivate in tre condizioni: sistema idroponico standard, simulante di regolite lunare 'highland' e simulante 'maria', materiali terrestri che riproducono le proprietà chimiche e fisiche del suolo lunare reale. La coltivazione è avvenuta nella piattaforma agricola orientata allo spazio SOLE (Space Orbital Life Enhancement), sviluppata in collaborazione con l'Agenzia Spaziale Italiana".

Risultati e implicazioni per la salute

Le analisi biochimiche hanno evidenziato che le piante cresciute nei simulanti lunari, in particolare nel simulante "maria", presentano un profilo antiossidante potenziato e livelli più elevati di polifenoli, clorofille e carotenoidi rispetto alle piante coltivate in idroponica. Tra i composti individuati figurano acidi fenolici come neoclorogenico, clorogenico e ferulico, associati a migliori performance locomotorie nel modello biologico utilizzato. Elemento innovativo dello studio è stata la valutazione in vivo mediante Drosophila melanogaster, effettuata in collaborazione con il partner portoghese, per analizzare non solo la composizione delle piante ma anche i loro effetti su integrità del Dna, comportamento, riproduzione e longevità . Pur osservando un lieve danno al Dna nelle fasi larvali precoci, non sono emerse conseguenze negative nell'età adulta: riproduzione, comportamento e durata della vita sono rimasti nella norma e, in alcuni casi, le drosofile alimentate con piante cresciute nel simulante 'maria' hanno mostrato performance locomotorie migliori. Nel complesso, i risultati indicano che i suoli lunari simulati possono supportare la crescita di colture nutrienti e biologicamente compatibili con la salute dell'organismo modello. La ricerca offre indicazioni preziose per la progettazione di sistemi agricoli sicuri e sostenibili per future missioni spaziali e può avere ricadute anche sull'agricoltura terrestre, in particolare in ambienti estremi o degradati, contribuendo a migliorare resilienza e qualità nutrizionale delle colture.

Prospettive future e interesse internazionale

"Lo studio - dice Gabbianelli -, ha già suscitato interesse internazionale, in particolare da parte del Plant Analysis Working Group di NASA GeneLab. Il team è attualmente coinvolto nella progettazione di nuove collaborazioni e bandi internazionali per approfondire gli effetti delle condizioni di crescita spaziali su metabolismo vegetale e sicurezza funzionale, con l'obiettivo di porre le basi per una presenza umana sostenibile oltre la Terra".



Sat, 28 Mar 2026 01:40:00 GMT
Salute
Atlante del cervello umano: svolta per autismo e Alzheimer

AGI - Realizzato un atlante ad altissima risoluzione dello sviluppo del cervello umano, che integra dati genetici provenienti da circa 200 studi e oltre 30 milioni di cellule. Il lavoro, guidato da Carlo Colantuoni della Johns Hopkins Medicine e dell'Institute for Genome Sciences della University of Maryland School of Medicine, pubblicato su Nature Neuroscience, offre una nuova mappa cellulare della formazione della neocorteccia e dei suoi cambiamenti nelle prime fasi della vita.

Autismo e Alzheimer, nuove chiavi dalla ricerca

La ricerca fornisce strumenti per comprendere meglio disturbi come autismo e Alzheimer, individuando i percorsi genetici coinvolti nello sviluppo e nelle malattie del cervello. La neocorteccia, responsabile di funzioni come pensiero, percezione, memoria e decisioni, è stata analizzata combinando grandi quantità di dati trascrittomici, permettendo di ricostruire le transizioni cellulari e i programmi genetici che guidano la nascita dei neuroni.

"Il nostro obiettivo è capire come la neocorteccia si costruisce a livello cellulare e identificare indizi sulle fasi iniziali dei disturbi dello sviluppo", ha spiegato Carlo Colantuoni.

Differenze tra uomo e animali nello sviluppo cerebrale

L'atlante consente di osservare in dettaglio le diverse fasi dello sviluppo cerebrale, distinguendo i pattern normali da quelli associati a ritardi o patologie. Oltre al modello umano, i ricercatori hanno sviluppato anche modelli comparativi in altri mammiferi, mostrando come i programmi di espressione genica si siano evoluti per favorire l'espansione della neocorteccia umana e le sue capacità cognitive superiori.

Maturazione dei neuroni: tempi più lunghi nell` uomo

L'analisi evidenzia che la maturazione dei neuroni nella neocorteccia umana richiede tempi molto più lunghi rispetto ad altre specie: settimane nei topi contro anni negli esseri umani. Questa caratteristica permette al cervello umano di adattarsi e apprendere più a lungo, elaborando informazioni complesse di natura sociale, ambientale e sensoriale.

Piattaforma open access per la ricerca globale

Le informazioni raccolte sono state rese disponibili attraverso una piattaforma open access, consentendo ai ricercatori di esplorare l'espressione dei geni, analizzare moduli genetici e contribuire con nuovi dati. Il progetto si inserisce nelle iniziative globali per la mappatura cellulare del corpo umano, come lo Human Cell Atlas, e nelle attivita' del BRAIN Initiative Cell Atlas Network.

Verso terapie personalizzate con intelligenza artificiale

"Stiamo vivendo un momento senza precedenti, in cui la capacità di integrare grandi quantità di dati e collaborare a livello globale accelera la scoperta di nuovi trattamenti", ha sottolineato Colantuoni. Gli autori evidenziano che queste risorse potranno contribuire allo sviluppo di terapie personalizzate per malattie neurodegenerative e disturbi dello sviluppo, anche grazie all'integrazione con algoritmi di intelligenza artificiale. 



Sat, 28 Mar 2026 01:25:00 GMT
Salute
Mangiare sempre le stesse cose aiuta a dimagrire

AGI - Cucinare sempre gli stessi pasti e assumere un numero costante di calorie può aiutare a perdere peso più velocemente. Lo suggerisce uno studio, pubblicato sulla rivista Health Psychology, condotto dagli scienziati dell'Oregon Research Institute.

Metodo e partecipanti

Il team, guidato da Charlotte Hagerman, ha valutato i diari alimentari dettagliati e in tempo reale di 112 adulti in sovrappeso o obesi che avevano partecipato a un programma strutturato di dimagrimento comportamentale. Ai partecipanti è stato chiesto di registrare tutto ciò che mangiavano ogni giorno utilizzando un'app per dispositivi mobili.

Risultati principali

I risultati hanno rivelato che chi seguiva abitudini alimentari più regolari, come mantenere un costante apporto calorico e ripetere gli stessi pasti, tendeva a perdere più peso. "Creare delle routine alimentari - afferma Hagerman -, può rendere le scelte salutari più automatiche".

Analisi delle abitudini alimentari

L'indagine si è concentrata sulle prime 12 settimane del programma, in cui i partecipanti sono in genere più coinvolti e precisi nel monitorare le proprie abitudini. Gli scienziati hanno considerato la stabilità calorica, ovvero quanto l'apporto calorico giornaliero di una persona variasse di giorno in giorno e tra i giorni feriali e il fine settimana. In secondo luogo, i ricercatori hanno esaminato la ripetizione alimentare, monitorando la frequenza con cui i partecipanti registravano gli stessi pasti e spuntini nel tempo.

Dati sulla perdita di peso

Stando a quanto emerge dal lavoro, chi mostrava più costanza perdeva in media il 5,9 per cento del proprio peso corporeo, rispetto al 4,3 per cento tra chi seguiva un'alimentazione più varia. Lo studio ha anche rilevato che una maggiore uniformità nell'apporto calorico giornaliero era associata a risultati migliori. Per ogni aumento di 100 calorie nella variazione giornaliera, la perdita di peso diminuiva di circa lo 0,6 per cento.

Implicazioni e limiti dello studio

I risultati suggeriscono che semplificare le scelte alimentari, ad esempio creando una rotazione di pasti abituali e mantenendo un apporto calorico costante, può aiutare le persone a sviluppare abitudini sostenibili in un contesto alimentare difficile. Gli scienziati precisano che il lavoro non mostra un rapporto di causa-effetto, ma solo una correlazione, e fattori come la motivazione e l'autodisciplina possono giocare un ruolo importante.

Conclusioni

"Il contesto alimentare moderno è decisamente problematico - conclude Hagerman -, abbiamo troppe opzioni poco salutari. Le persone, invece, potrebbero trarre maggiori benefici da una dieta più ripetitiva che le aiuti a fare scelte più sane in modo costante, anche se ciò significa sacrificare una certa varietà nutrizionale". 



Wed, 25 Mar 2026 02:57:00 GMT
Salute
I cibi ultra processati riducono la fertilità maschile e lo sviluppo dell'embrione

AGI - Il consumo di grandi quantità di cibi ultra processati è associato a una ridotta fertilità maschile, ma anche a una crescita più lenta degli embrioni nelle prime fasi di sviluppo. A questa conclusione giunge uno studio, pubblicato sulla rivista Human Reproduction, condotto dagli scienziati dell'Erasmus University Medical Center di Rotterdam. Il team, guidato da Romy Gaillard e Celine Lin, ha analizzato i risultati di 831 donne e 651 partner maschili, seguiti dal periodo pre-concezionale fino all'infanzia dei figli.

I ricercatori hanno valutato la dieta dei genitori attraverso un questionario somministrato intorno alla dodicesima settimana. Il consumo medio di alimenti ultra processati era del 22 e del 25 per cento rispettivamente per gli uomini e le donne. I cibi ultra processati, spiegano gli esperti, sono ricchi di zuccheri aggiunti, sale, grassi saturi e additivi, e sono poveri di fibre, ingredienti integrali e nutrienti essenziali. In alcuni paesi ad alto reddito, questi prodotti rappresentano fino al 50-60 per cento del consumo quotidiano.

Risultati e correlazioni con la fertilità

Nell'ambito dell'indagine, gli autori hanno raccolto informazioni che riguardavano anche i tempi di concepimento, la fertilità , e una serie di parametri legati allo sviluppo embrionale, misurati durante la gravidanza. I risultati, commentano gli scienziati, dimostrano che ridurre il consumo di alimenti ultra processati, soprattutto nel periodo del concepimento e della gravidanza, può portare benefici sia ai genitori che agli embrioni. "L'uso eccessivo di questi cibi - aggiunge Lin -, era associato a una minore fertilità e a un maggior tempo di concepimento in entrambi i generi, ma nelle donne è emersa una correlazione anche con lo sviluppo embrionale".

Considerazioni e prospettive future

"C'è da precisare - sottolinea Gaillard -, che il nostro lavoro era di natura osservazionale, per cui non è possibile stabilire un nesso causa-effetto, ma solo delle associazioni". Gli scienziati aggiungono che saranno necessari ulteriori approfondimenti per replicare i risultati, considerando popolazioni diverse e valutando i meccanismi biologici alla base degli effetti osservati. "Nel complesso - concludono gli autori -, il nostro lavoro dovrebbe pensare in modo più ampio alla fertilità e alle prime fasi della gravidanza. Dovremmo riconoscere il ruolo centrale che la salute di entrambi i genitori gioca nel concepimento e nello sviluppo embrionale".



Wed, 25 Mar 2026 02:11:00 GMT
Salute
Vino addio, Pechino ha scelto la linea della sobrietà

AGI - I 'ganbei' non risuonano più sulle tavole cinesi e, come accade con il più classico dei battiti d'ala di farfalla a Pechino, la tempesta sta investendo vigneti lontanissimi. La sobrietà imposta da Xi Jinping sta costando carissimo al mercato mondiale del vino.

La stretta di Pechino contro consumi ostentati di alcol agli eventi ufficiali sta travolgendo uno dei mercati più redditizi e manda in crisi produttori da Bordeaux all'Australia. A pesare sono insieme il rallentamento dell'economia cinese e la campagna del Presidente contro comportamenti ritenuti inappropriati per funzionari pubblici e quadri del Partito. Una linea che ha prosciugato la domanda di etichette straniere, un tempo simbolo di status e prosperità .

Il crollo delle scorte di vino in Cina

Il segnale più evidente è arrivato a dicembre da Treasury Wine Estates, gigante australiano del settore, che ha denunciato un eccesso di scorte in Cina per circa 150 milioni di dollari, ferme nei magazzini dei distributori. La società ha annunciato il taglio delle spedizioni future, dopo che in autunno aveva già rivisto le previsioni annuali spiegando che gli acquisti del marchio Penfolds in Cina erano "ben al di sotto delle attese".

La crisi si estende e il divieto di alcol colpisce

La frenata non riguarda solo l'Australia. Colossi europei degli alcolici come Pernod Ricard e Diageo registrano cali a doppia cifra delle vendite nel mercato cinese, riporta il Wall Street Journal. Nel complesso, le importazioni cinesi di vino sono diminuite dell'11% nell'ultimo anno, smentendo le attese di una ripresa graduale. Rispetto al picco del 2018, quando la Cina acquistava vino estero per quasi 3 miliardi di dollari, il mercato si è ormai dimezzato.

A dare il colpo di grazia è stato il provvedimento adottato in maggio nell'ambito della campagna di austerità : il divieto esplicito di consumo di alcol in occasione di eventi governativi e del Partito Comunista. Una norma che ha avuto un forte effetto deterrente su funzionari e aziende pubbliche, al punto che, secondo testimonianze e media locali, in alcuni convegni non è stato servito alcol per il timore di incorrere in sanzioni.

Il boom del vino cinese e il suo declino

Negli anni Duemila e fino alla fine del decennio scorso, la Cina era diventata l'insospettabile motore del mercato del vino, passando da meno dell'1% all'8% delle importazioni mondiali. Il boom aveva arricchito produttori in Cile, California, Francia e Australia. A Bordeaux, nel 2019, un quarto dell'export era destinato alla Cina, primo mercato internazionale della regione. Facoltosi investitori cinesi avevano comprato decine di tenute, ribattezzandone alcune con nomi pensati per attrarre la clientela asiatica. Ora il quadro si è capovolto.

La pandemia ha colpito i consumi, la crisi immobiliare ha eroso la ricchezza percepita delle famiglie e la nuova offensiva anti-corruzione ha cancellato quel segmento fatto di regali, banchetti e relazioni d'affari che sosteneva gran parte delle importazioni. Le esportazioni verso il mercato cinese sono scese del 28% in volume nell'ultimo anno e valgono meno di un quarto dei livelli del 2017. Dal 2023 la regione ha perso circa il 20% della superficie coltivata a vite, con produttori costretti a sradicare le vigne per contenere le perdite.

Crisi strutturale e cambio di percezione

A soffrire non sono soltanto gli esportatori stranieri: anche le cantine cinesi accusano il colpo. Judy Chan, alla guida di Grace Vineyards, ha spiegato che il vino ha perso il suo fascino presso i più giovani, che lo associano sempre più a cene di lavoro e banchetti ufficiali, non a un consumo trendy. Per un settore che aveva scommesso sulla sete cinese come compensazione al calo dei consumi in Europa e in altri mercati maturi, la stretta di Xi rischia così di trasformarsi in una crisi strutturale, con effetti destinati a durare ben oltre la congiuntura.



Sat, 21 Mar 2026 01:27:00 GMT
Salute, Komposer
Smog e caldo minacciano anche la salute orale

AGI - Lo smog e l'eccesso di calore mettono a rischio anche la salute orale. Lo hanno sottolineato gli esperti della Società Italiana di Parodontologia e Implantologia (SIdP), riuniti a Rimini per il 24esimo congresso nazionale, in occasione della Giornata Mondiale della salute orale.

Inquinamento e parodontite: rischio in aumento

"Due analisi della letteratura pubblicate sul Journal of Clinical Periodontology e sul British Dental Journal - dichiara Leonardo Trombelli, presidente SIdP e professore ordinario di parodontologia all'Università di Ferrara - hanno recentemente evidenziato come inquinamento atmosferico e cambiamenti climatici siano associati ad aumento dell'incidenza delle malattie parodontali, con un incremento del rischio fino al 9% per ogni aumento annuo di 10 g/m di PM2.5. In particolare, lo studio sul Journal of Clinical Periodontology, condotto in Cina su oltre 13.000 soggetti ha mostrato che l'esposizione cronica al particolato fine e' associata a un aumento significativo della parodontite, verosimilmente attraverso meccanismi di stress ossidativo, danno al DNA delle cellule epiteliali orali e amplificazione della risposta infiammatoria sistemica e locale".

Gli effetti del particolato sul cavo orale

Il particolato, infatti, può depositarsi direttamente sui tessuti orali o essere deglutito, alterando anche la funzione salivare con una produzione ridotta e modificando il microambiente orale verso un pH più acido e una carenza di ossigeno, condizione che potrebbe facilitare la proliferazione di batteri patogeni.

Caldo e disidratazione tra i fattori di rischio

"Parallelamente, come sottolineato sul British Dental Journal, le ondate di calore e l'aumento delle temperature ambientali - riporta Trombelli - potrebbero agire come ulteriori fattori di rischio, in quanto associate a disidratazione, riduzione del flusso salivare e incremento dello stress fisiologico, con conseguente accelerazione dell'accumulo di biofilm batterico e peggioramento dello stato infiammatorio gengivale".

Cambiamenti climatici e salute orale globale

Queste evidenze preliminari sembrerebbero suggerire che inquinamento atmosferico e cambiamenti climatici possano aumentare la suscettibilità individuale alla parodontite, rendendo il cavo orale più vulnerabile ai batteri.

In questa cornice, il congresso 'Less is More' - conclude Trombelli - si configura come un momento di sintesi culturale e scientifica, volto a integrare riduzione dell'invasività terapeutica, contenimento dell'invalidità e, non ultimo, sensibilità ambientale, riconoscendo che la salute orale è parte integrante della salute globale del pianeta e delle popolazioni". 



Fri, 20 Mar 2026 12:06:00 GMT
Salute, Komposer
Allarme meningite in Gb: il ruolo dei super-diffusori

AGI - "La presenza di 'super-diffusori' potrebbe aiutarci a spiegare come sono stati possibile tutti questi casi di meningite in così poco tempo in Inghilterra". Lo ha detto all'AGI Ivan Gentile, professore ordinario di Malattie infettive e direttore del Dipartimento di Medicina Clinica e Chirurgia della Federico II, commentando l'allarme per la meningite acuta di tipo B nel sud del Regno Unito con due morti e una trentina di casi sospetti tra i giovani del Kent legati a un focolaio definito dalle autorità "senza precedenti".

Il ruolo dei super-diffusori

"I super-diffusori spiega Gentile - sono persone che hanno elevatissime cariche di batteri nel naso pur essendo portatori sani. Queste persone non si ammalano, ma possono trasmettere l'infezione più facilmente se si trovano in luoghi molto affollati e dove c'è molta vicinanza fisica, come in discoteca".

Come avviene la trasmissione

La trasmissione del virus, infatti, avviene per contatto stretto e prolungato: "In genere sono proprio le goccioline di saliva, i baci o la condivisione di oggetti personali", sottolinea Gentile, che esclude possibili conseguenze in Italia.

Rischio basso in Italia

"Nel nostro Paese il rischio è molto basso", assicura, "tuttavia, il mio consiglio e' di non aspettare l'allarme per controllare le coperture vaccinali dei nostri figli. La scienza mette a disposizione uno scudo e noi dobbiamo utilizzarlo per proteggere noi stessi e gli altri", conclude.

Vaccini e prevenzione

La vaccinazione, disponibile per diversi sierogruppi (A, B, C, W, Y), ha già dimostrato di ridurre significativamente i casi nei Paesi dove è stata ampiamente utilizzata.

I sintomi da non sottovalutare

È anche importante aumentare la consapevolezza sui sintomi precoci: febbre alta, rigidita' nucale, alterazioni dello stato di coscienza, petecchie. Il meningococco circola normalmente in Europa e casi sporadici o piccoli cluster sono sempre possibili, anche in Italia dove tuttavia i sistemi di sorveglianza sono solidi e consentono di intercettare rapidamente eventuali casi, attivando profilassi e vaccinazioni mirate. 



Fri, 20 Mar 2026 04:57:00 GMT
Salute
In Cina approvato il primo impianto cerebrale per chi è paralizzato

AGI - La Cina ha approvato il primo impianto cerebrale utilizzabile al di fuori di trial clinici per il trattamento della paralisi grave, aprendo una nuova fase per le interfacce cervello-computer. Il dispositivo, sviluppato da Neuracle Medical Technology e testato con il contributo del neurochirurgo Chen Liang dell'Huashan Hospital della Fudan University, rappresenta un traguardo per il settore, come evidenziato anche dall'ingegnere Zhengwu Liu dell'University of Hong Kong.

Il sistema, denominato Neo, è progettato per pazienti tra i 18 e i 60 anni con paralisi completa degli arti dovuta a lesioni del midollo spinale cervicale. L'impianto, di dimensioni simili a una moneta, viene inserito nel cranio e utilizza elettrodi per registrare l'attività cerebrale associata all'intenzione di movimento. I segnali vengono decodificati e trasmessi a un guanto robotico morbido, consentendo agli utenti di eseguire movimenti come afferrare oggetti, mangiare e bere, azioni precedentemente impossibili. "Non esistono trattamenti efficaci per le lesioni del midollo spinale", ha spiegato Chen, sottolineando il potenziale innovativo della tecnologia.

Dati, efficacia e prospettive future

Secondo i dati disponibili, 32 pazienti hanno già ricevuto il dispositivo e sono riusciti a eseguire movimenti di presa grazie al sistemaStudi preliminari indicano miglioramenti nelle capacità motorie, inclusa la presa e il controllo della mano. Il dispositivo si distingue per il carattere minimamente invasivo rispetto ad altre tecnologie simili, come quelle in sviluppo negli Stati Uniti, che richiedono l'inserimento diretto nel tessuto cerebrale. Questo aspetto potrebbe aver facilitato l'approvazione accelerata. "La disponibilità di dati a lungo termine è rara in questo campo", ha osservato Liu, indicando che fino a 18 mesi di risultati hanno contribuito alla decisione delle autorità cinesi.

Nonostante i risultati promettenti, gli esperti sottolineano che il numero di pazienti coinvolti è ancora limitato e che saranno necessari ulteriori studi per confermare sicurezza ed efficacia su larga scala. L'approvazione rappresenta comunque una pietra miliare per le tecnologie di interfaccia cervello-computer, un settore strategico su cui la Cina punta per lo sviluppo industriale e medico nei prossimi anni. Il progresso potrebbe aprire nuove prospettive per milioni di persone con paralisi, offrendo strumenti concreti per recuperare funzioni motorie e autonomia nella vita quotidiana.



Wed, 18 Mar 2026 09:33:00 GMT
Salute, Komposer
Le allergie iniziano prima e durano di più , i consigli per i bambini

AGI - ‘Non esistono più le mezze stagioni` , neanche per le allergie. L` aumento globale delle temperature sta infatti cambiando anche il calendario delle allergie ai pollini: se fino a qualche decennio fa la maggior parte delle allergie respiratorie si concentrava in primavera, oggi la pollinazione di molte piante tende ad anticipare e a prolungarsi.

Le stagioni sono meno definite e i sintomi delle allergie compaiono prima del previsto e durano più a lungo nel corso dell` anno con effetti diretti sulla salute dei bambini e con periodi di ‘pausa` sempre più brevi per i piccoli allergici.

L'impatto del cambiamento climatico sulle allergie

In Italia tra 1,2 e 2,7 milioni di bambini soffrono di allergie ai pollini. Di questi, circa 7.500 si rivolgono ogni anno all` Ambulatorio di Allergologia dell` Ospedale Pediatrico Bambino Gesù dove, a partire dal 2022, si è registrato un progressivo aumento dei casi.

"Il cambiamento climatico ha modificato completamente il modo in cui osserviamo e gestiamo le allergie ai pollini", spiega il prof. Alessandro Fiocchi, responsabile di Allergologia del Bambino Gesù . "Le stagioni polliniche sono più lunghe e meno distinguibili tra loro e questo significa che i bambini allergici hanno sintomi sempre più precoci e più prolungati".

Sintomi sempre più precoci e stagioni più lunghe

Uno degli effetti più evidenti del cambiamento climatico è l` anticipo delle pollinazioni. Piante che in passato iniziavano a rilasciare pollini a metà febbraio oggi possono farlo già a gennaio o, in alcuni casi, persino durante il periodo natalizio.

Allo stesso tempo le stagioni allergiche tendono ad allungarsi. Le graminacee possono iniziare a pollinare settimane prima rispetto al passato e, in alcune annate, presentare anche una seconda fioritura a fine estate.

Il risultato è una stagione allergica che si estende progressivamente e che rende sempre più difficile individuare periodi realmente “liberi” dai pollini.

Diagnosi più difficili con le stagioni sovrapposte

Questa trasformazione ha conseguenze importanti per la diagnosi, soprattutto nei bambini che spesso sono sensibilizzati a più pollini contemporaneamente. Quando le stagioni polliniche si sovrappongono diventa infatti più difficile individuare il polline responsabile dei sintomi basandosi solo sulla storia clinica del bambino.

"Molti bambini oggi risultano allergici a diversi pollini e, con stagioni che si sovrappongono sempre di più , la sola osservazione dei sintomi non basta più per identificare l` allergene responsabile", sottolinea Fiocchi. "Per questo stiamo utilizzando diagnostiche molecolari sempre più avanzate che permettono di individuare con precisione le singole componenti allergeniche".

Nuove tecnologie molecolari per la mappa degli allergeni

Per affrontare questa nuova complessità , accanto ai test tradizionali – come il test cutaneo e la ricerca delle IgE specifiche nel sangue – stanno assumendo un ruolo sempre più importante le diagnostiche molecolari.

Questi esami permettono di identificare non solo il polline responsabile, ma anche le singole molecole allergeniche presenti al suo interno. Alcune di queste componenti sono infatti associate a forme di allergia più intense o a un maggiore rischio di sviluppare asma.

Tra gli strumenti più innovativi disponibili all` Ospedale Pediatrico Bambino Gesù in ambito clinico vi sono pannelli diagnostici avanzati che analizzano centinaia di allergeni contemporaneamente, offrendo una vera e propria “mappa” delle sensibilizzazioni del paziente e consentendo di personalizzare le terapie, inclusa l` immunoterapia allergene-specifica.

Temporali, muffe e nuovi pollini

Il cambiamento climatico sta inoltre favorendo la diffusione di specie vegetali allergeniche in aree dove in passato erano rare o assenti. Un esempio è l` ambrosia, originaria del Nord America, che negli ultimi decenni si è diffusa in molte zone d` Europa e oggi è responsabile di numerosi casi di allergia respiratoria sia nell` Italia settentrionale che in altre regioni del Paese.

L` aumento delle temperature, le variazioni di umidità e la maggiore frequenza di eventi meteorologici estremi possono influenzare anche la presenza di muffe nell` ambiente. In alcuni casi si possono verificare fenomeni come la cosiddetta ‘asma da temporale` : durante temporali particolarmente intensi, i pollini possono frammentarsi e liberare nell` aria grandi quantità di particelle allergeniche, con possibili picchi di attacchi asmatici.

La schiera dei piccoli allergici: i dati del Bambino Gesù

In Italia le allergie ai pollini sono tra le principali cause di rinite allergica in età pediatrica. Studi sulla popolazione scolastica indicano che la sensibilizzazione ad almeno un allergene aerodisperso riguarda quasi il 40% degli adolescenti, mentre la rinocongiuntivite allergica interessa circa il 18%. Considerando che nel 2024 i bambini tra 0 e 14 anni in Italia erano circa 7 milioni, si stima che i piccoli allergici ai pollini possano essere tra 1,2 e 2,7 milioni.

All` Ospedale Pediatrico Bambino Gesù ogni anno vengono seguiti circa 10.000 bambini e ragazzi con pollinosi. Di questi, 7.500 si rivolgono agli ambulatori per allergia ai pollini, mentre altri 2.500 vengono valutati in consulenza allergologica durante ricoveri o visite per altre patologie. Circa 1.000 pazienti sono in trattamento con immunoterapia allergene-specifica.

Negli ultimi anni si è osservato anche un aumento dei casi. Nel 2019 i pazienti con allergie respiratorie pediatriche seguiti dall` ospedale erano circa 5.000, con 670 bambini in immunoterapia. Dopo la riduzione degli accessi tra 2020 e 2021 dovuta alla pandemia, si è registrata una forte ripresa delle diagnosi tra il 2022 e il 2023, seguita da un ulteriore aumento tra il 2024 e il 2025, in parallelo con stagioni polliniche più lunghe e intense.

Ogni anno gli ambulatori di allergologia intercettano inoltre circa 5.800 nuovi casi di pollinosi: circa 370 bambini iniziano l` immunoterapia mentre oltre 5.500 pazienti vengono gestiti con altre strategie terapeutiche e seguiti dal pediatra di famiglia.



Tue, 17 Mar 2026 17:19:49 GMT
Salute, Komposer
Più precisione, meno invasività : Humanitas accelera sulla ricerca

AGI – A meno di due anni dall` arrivo in Humanitas delle tecnologie di Imaging e di una innovativa stampante 3D, grazie ai fondi del Progetto ANTHEM, medici e ricercatori fanno il punto sulle Ricerche in corso durante un evento dal titolo “Humanitas University e ANTHEM: un anno di innovazione in Imaging avanzato e Intelligenza Artificiale” , ospitato presso l` Ateneo di Pieve Emanuele.

Acquistate da Humanitas University grazie ai fondi del Progetto ANTHEM - finanziato con il Piano Nazionale Complementare al PNRR dal Ministero dell'Università e della Ricerca - le tre macchine sono dedicate a 19 progetti di Ricerca clinica di frontiera sulla medicina predittiva e personalizzata in ambito neurologico, oncologico e cardio-respiratorio. E altri 6 studi sono già in corso di approvazione.

Le tecnologie di imaging avanzato

Le tecnologie di Imaging sono una TAC a conteggio di fotoni (Photon-Counting CT), in grado di tradurre in segnale elettrico l'energia dei singoli fotoni che raggiungono il rivelatore dopo aver interagito con i tessuti, e una Risonanza Magnetica a 3 Tesla capace di generare variazioni di campo magnetico particolarmente intense e rapide che migliorano la qualità dell'immagine con sensibilità e precisione quasi equivalenti a quelle di una 7 tesla. Le due tecnologie sono in grado di raggiungere una risoluzione anatomica senza precedenti, riducendo l'intensità dell'esposizione e la durata della seduta.

La stampante 3D per modelli diagnostici

A queste, si aggiunge e integra una speciale stampante nel 3D Innovation Lab di Humanitas University, a supporto dello sviluppo, della validazione e della calibrazione di protocolli di imaging diagnostico per patologie cardiovascolari e neurodegenerative. Grazie all'impiego combinato di materiali con diverse proprietà meccaniche e radiologiche, il laboratorio può creare modelli (phantom) che simulano tessuti cardiaci e cerebrali in condizioni fisiologiche e patologiche.

La visione di Humanitas e ANTHEM

"La collaborazione con ANTHEM rappresenta una straordinaria opportunità per accelerare la Ricerca clinica di frontiera e tradurla rapidamente in benefici concreti per i pazienti – commenta il prof. Luigi Maria Terracciano, Direttore Scientifico IRCCS Istituto Clinico Humanitas e Rettore Humanitas University –. Questa sinergia non solo rafforza la nostra vocazione scientifica, ma incarna la visione di una Medicina di precisione, dove la Ricerca multidisciplinare e l'integrazione tra pubblico e privato aprono la strada a soluzioni innovative, che mettono al centro il paziente e il suo percorso di cura".

L'impegno di Fondazione ANTHEM

"ANTHEM nasce per accelerare la ricerca e trasformarla in innovazione concreta per la salute delle persone – afferma Stefano Paleari, Presidente di Fondazione ANTHEM e professore ordinario dell'Università degli Studi di Bergamo –. Mettiamo a disposizione risorse, competenze e una piattaforma di collaborazione che unisce università , ospedali, centri di ricerca e imprese, creando le condizioni perché le nuove tecnologie possano svilupparsi e arrivare più rapidamente alla pratica clinica. In questo percorso la collaborazione con Humanitas, tra i soci della Fondazione, rappresenta un contributo particolarmente importante: il dialogo tra ricerca scientifica e medicina clinica è ciò che consente all'innovazione di tradursi in strumenti reali di cura. Perché la tecnologia, da sola, non basta: l'obiettivo finale è generare impatto, portando prima possibile nuove opportunità di cura e di salute ai pazienti".

Risultati e coinvolgimento

Ad oggi, questo impegno si è tradotto nel coinvolgimento di circa 700 pazienti in Humanitas e 18 tra ricercatori, dottorandi, infermieri di Ricerca, ingegneri biomedici e data manager, assunti grazie al Progetto ANTHEM.

L'approccio multidisciplinare alla ricerca

"Alla base di tutti i progetti di Ricerca vi è un forte approccio multidisciplinare – racconta il prof. Letterio Politi, docente di Humanitas University e Direttore dell'area Neuroradiologica dell'IRCCS Istituto Clinico Humanitas –. Cardiologi, pneumologi, neurochirurghi, radioterapisti, fisici medici, ingegneri biomedici ed esperti di AI collaborano per sviluppare soluzioni integrate. Il risultato è un modello di medicina sempre più guidato dai dati, in cui tecnologie avanzate e competenze diverse convergono per offrire diagnosi più accurate e percorsi di cura personalizzati".



Sat, 14 Mar 2026 09:38:16 GMT
Salute, Komposer
Come il 'gas mostarda' e un medico italiano rivoluzionarono la lotta al cancro

AGI - Se oggi la lotta contro il cancro non si limita a un'azione chirurgica, non è più solo una questione di 'tagliare via il male' col bisturi, lo dobbiamo a un incredibile incidente di percorso avvenuto durante la Seconda guerra mondiale e a un medico geniale italiano, Gianni Bonadonna. A ricordarlo è il Collegio italiano dei primari di oncologia medica (Cipomo) che, in occasione del congresso nazionale, celebra i 50 anni della nascita dell'oncologia medica italiana.

Tutto ebbe inizio per puro caso il 2 dicembre 1943. La flotta alleata era ancorata nel porto di Bari quando la Luftwaffe tedesca scatenò un inferno di bombe. Tra le navi colpite c'era la John Harvey, che trasportava segretamente un carico di gas iprite (gas mostarda). L'esplosione rilasciò una nube tossica che investì soldati e civili. Ma fu nei giorni successivi che accadde l'imprevedibile: i medici notarono che i sopravvissuti presentavano un crollo drastico dei globuli bianchi (linfociti). I ricercatori americani Louis Goodman e Alfred Gilman, a Yale, ebbero un'intuizione geniale: se questo veleno uccide così efficacemente le cellule del sangue sane, può fare lo stesso con quelle impazzite dei tumori del sangue? Nacque così la mostarda azotata, il primo agente chemioterapico utilizzato nella storia dell'oncologia. Il cancro aveva finalmente un nemico invisibile quanto lui. Mentre negli Stati Uniti il National cancer institute (Nci) iniziava a testare i primi cocktail di farmaci, in Italia l'oncologia era ancora ferma alla chirurgia. È qui che entra in scena Gianni Bonadonna.

Gianni Bonadonna, il rivoluzionario americano di Milano

Non un medico qualunque, ma un 'americano di Milano', formatosi negli Stati Uniti. Dopo la laurea in Medicina e Chirurgia ottenuta presso l'Università Statale di Milano nel 1959, Bonadonna si è perfezionato al Memorial Sloan-Kettering Cancer Center di New York, respirando l'aria della rivoluzione per un triennio tra il 1961 e il 1964. Al suo rientro in Italia è stato assunto all'Istituto Nazionale dei Tumori, dove ha svolto il resto della sua carriera. Tornato in Italia, portò con sé una mentalità radicale. Basta gerarchie polverose: il medico doveva essere uno scienziato che usava i dati, non solo l'istinto. E il tumore non è solo dove si vede, ma viaggia nel sangue.

La sfida al dogma della chirurgia e la terapia adiuvante

Negli anni '70Bonadonna (insieme a Veronesi) decise di sfidare il dogma della chirurgia nel tumore al seno. Gli americani stavano testando farmaci singoli, ma Bonadonna voleva di più . Prese tre farmaci diversi (il protocollo Cmf) e propose di usarli dopo che il chirurgo aveva tolto il tumore visibile. Molti colleghi erano scettici: perché avvelenare una donna che sembrava 'guarita' dall'operazione? Bonadonna dimostrò , dati alla mano, che quella 'pulizia chimica' (terapia adiuvante) abbatteva drasticamente il rischio che il cancro tornasse. È stata la scoperta che ha salvato milioni di donne in tutto il mondo. A Bonadonna, scomparso nel 2015 all'età di 81 anni, oltre al merito per aver modificato le terapie contro il cancro, con l'uso della chemioterapia audiuvante nel carcinoma mammario, gli viene riconosciuto anche quello di aver scoperto la cura contro il linfoma di Hodgkin.

Intuizioni e rigore scientifico per combattere il cancro

Se gli Stati Uniti hanno fornito la 'materia prima' (i farmaci nati dai laboratori bellici e di ricerca), Bonadonna ha fornito il metodo clinico. Ha trasformato l'Istituto nazionale dei tumori di Milano in un faro mondiale, collaborando costantemente con i giganti dell'oncologia americana. Oggi non usiamo più solo i 'veleni' nati dal gas mostarda, ma siamo passati a proiettili intelligenti. Tuttavia, ogni volta che un paziente assume una compressa o fa un'infusione per combattere un tumore, sta beneficiando di quel ponte ideale costruito tra le intuizioni nate per caso a Bari e il rigore scientifico di un medico che non ha avuto paura di sfidare il bisturi.



Sat, 14 Mar 2026 01:25:00 GMT
Salute
Disturbi alimentari nei bambini: i segnali da non ignorare

AGI - Cambiamenti improvvisi nel rapporto con il cibo, variazioni di peso non coerenti con la crescita, isolamento durante i pasti: sono alcuni dei segnali che possono indicare l'insorgenza di un disturbo alimentare, anche nei più piccoli.

L` appello dei pediatri alle famiglie

In occasione della Giornata nazionale del Fiocchetto Lilla, che si celebra il 15 marzo, la Federazione italiana medici pediatri (Fimp) invita le famiglie e i genitori a prestare la massima attenzione ai campanelli d'allarme che possono comparire già in età pediatrica e a confrontarsi con il pediatra di famiglia per una presa in carico tempestiva e multidisciplinare del disturbo.

Disturbi dell` alimentazione: oltre 3 milioni di casi in Italia

Secondo recenti stime, in Italia oltre 3 milioni di persone soffrono di disturbi dell'alimentazione, tra cui anoressia nervosa, bulimia e disturbo da alimentazione incontrollata. Di queste il 30% sono minori di 14 anni, con un progressivo abbassamento dell'età di esordio fino agli 8-9 anni.

"I disturbi alimentari rappresentano oggi una delle sfide più importanti per la salute di bambini e adolescenti", afferma Antonio D'Avino, presidente nazionale Fimp: "Negli ultimi anni abbiamo assistito a un abbassamento dell'età di esordio e a un aumento dei casi soprattutto dopo la pandemia. Per questo è fondamentale rafforzare il ruolo del pediatra di famiglia, che rappresenta il primo punto di riferimento per le famiglie nel riconoscere precocemente i segnali di disagio e orientare verso percorsi di cura appropriati".

I campanelli d` allarme da osservare

Secondo gli esperti Fimp, tra i segnali da osservare:

  • il rifiuto improvviso di alcuni alimenti o una selezione alimentare più rigida,
  • la perdita o l'aumento di peso non coerenti con la traiettoria di crescita del bambino,
  • l'isolamento durante i pasti e eventuali cambiamenti del tono dell'umore.

"Il pediatra ha una posizione privilegiata per intercettare questi segnali precocemente", spiega Raffaella De Franchis, referente area Alimentazione e nutrizione Fimp: "Non si tratta solo di osservare il peso, ma di monitorare l'andamento della crescita, il comportamento alimentare e il benessere emotivo del bambino. Il rapporto con il cibo si costruisce gia' nei primi anni di vita: per questo e' importante che il cibo non diventi uno strumento di premio o di consolazione".

I consigli degli specialisti per le famiglie

Tra i suggerimenti degli specialisti alle famiglie: favorire momenti di convivialità durante i pasti, evitare commenti sul peso o sull'aspetto fisico, ascoltare eventuali difficoltà o cambiamenti emotivi dei figli, non utilizzare il cibo come premio o come strumento di consolazione, perché puo' favorire nel tempo un rapporto disfunzionale con l'alimentazione e avere ripercussioni anche nelle abitudini alimentari in eta' adulta.

"I disturbi dell'alimentazione sono patologie complesse che coinvolgono aspetti medici, psicologici, nutrizionali e richiedono quindi un approccio multidisciplinare", conclude D'Avino: "In questo contesto il pediatra di famiglia rappresenta un vero e proprio avamposto sul territorio che, grazie al rapporto di fiducia costruito nel tempo con bambini e genitori, puo' cogliere precocemente i segnali di difficolta' e accompagnare le famiglie nel piu' adeguato percorso di presa in carico". 



Thu, 12 Mar 2026 17:09:18 GMT
Salute, Komposer
Trapianto del rene: in Sicilia 604 in lista d'attesa su 4.500 potenziali

AGI - In Sicilia sono 604 i pazienti in lista d'attesa per il trapianto renale rispetto a 4.500 che potrebbero essere inseriti nella lista. Di questi il trapianto da cadavere riguarda: 126 al Civico di Palermo, 331 all'Ismett e 117 al Policlinico di Catania. Nel 2025 sono stati eseguiti 228 trapianti, di cui 97 di rene (nel 2024 ne erano stati eseguiti complessivamente 307, 146 quelli renali).

Pazienti dializzati

Sul fronte dei pazienti dializzati, dal registro della Sicilia, emerge che nel 2025 sono stati 5.413 i prevalenti (in atto dializzati) e 639 gli incidenti (coloro che ogni anno cominciano la dialisi); nel 2024 erano 5.265 i prevalenti, mentre 712 gli incidenti; nel 2023 erano 5.231 i prevalenti e 829 gli incidenti. Sono questi i dati aggiornati e diffusi a Palermo, nel corso della manifestazione "Nefrochef - il gusto della vita", organizzata al Gambero Rosso Academy, da Angelo Ferrantelli, presidente della Fondazione italiana del rene Sicilia e direttore della unità operativa complessa di nefrologia dialisi e trapianto renale dell'Arnas ospedale Civico di Palermo, e Marco Guarneri, direttore della unità di nefrologia e dialisi del Policlinico universitario di Palermo e co-organizzata dalla Fir Sicilia, Fondazione italiana del rene, in occasione della giornata mondiale del rene.

"Il dato drammatico è che, rispetto ai 604 pazienti in lista d'attesa di trapianto renale - spiegano Guarneri e Ferrantelli - ve ne sono 4.500 che potrebbero essere inseriti nella lista. Un numero esiguo che ci invita a una profonda riflessione considerato che un paziente sottoposto a dialisi costa circa 50 mila euro annui alla sanità . Negli ultimi tre anni riscontriamo un importante tasso di opposizione alla donazione, nonostante la dichiarazione di disponibilità del donatore. Nel 2024 il tasso di opposizione cala leggermente, ma nel 2025 sono aumentate di nuovo le opposizioni. La drammatica vicenda del bambino Domenico, a Napoli, ha fatto saltare parecchie donazioni, per ogni paziente che dona ci sono sette persone che possono continuare a vivere".

Con lo slogan "Proteggi i tuoi reni oggi: la prevenzione salva la tua vita, la donazione può salvarne molte altre", oggi 12 pazienti affetti da gravi patologie del rene e i rispettivi caregiver, divisi in 4 squadre, si sono sfidati ai fornelli del "Gambero Rosso Academy - Città del gusto" guidati da chef stellati come Nino Graziano (ristorante La Bottega Siciliana di Mosca), Tony Lo Coco (ristorante I Pupi di Bagheria - Palermo), Pino Cuttaia (ristorante La Madia di Licata - Agrigento), Carmelo Trentacosti (ristorante MEC di Palermo) e chef noti a livello internazionale come Mario Peqini e Pietro La Torre (Aquanova Hosteria di Canicatti' - Agrigento), presentati da Luciano Di Marco "Lucianeddu" (ristorante Addakuosa).

 



Wed, 11 Mar 2026 13:45:53 GMT
Salute, Komposer
Perché si sbava nel sonno: le cause e quando preoccuparsi

AGI - La prova è evidente: al risveglio trovi il cuscino bagnato e un po` di saliva vicino alla bocca. Sbavare durante il sonno può essere imbarazzante, soprattutto se si dorme accanto a qualcuno. Tuttavia, nella maggior parte dei casi si tratta di un fenomeno normale e non pericoloso.

Secondo gli esperti, la salivazione notturna può capitare occasionalmente a chiunque. "A tutti può succedere di sbavare, ad esempio dopo aver bevuto troppo la sera prima o dopo essersi addormentati sul divano dopo una cena abbondante", spiega il dottor Landon Duyka, professore associato di otorinolaringoiatria alla Northwestern University Feinberg School of Medicine di Chicago. La vicenda è stata raccontata in un approfondimento pubblicato da CNN.

Il problema diventa invece più rilevante se si verifica spesso. "Se ti svegli quasi ogni notte con il cuscino bagnato, è meglio consultare un medico, soprattutto se il sintomo è comparso di recente", aggiunge Duyka. In alcuni casi potrebbe essere collegato a disturbi del sonno o, più raramente, a patologie neurologiche.

Le cause più comuni della salivazione nel sonno

Le ragioni per cui si sbava durante la notte possono essere molte. Alcune sono innocue, altre possono indicare un problema di salute.

Secondo il dottor Neil Hockstein, fondatore e direttore sanitario di Parallel ENT & Allergy di Philadelphia, il primo passo per chi è preoccupato è capire se dietro il problema ci sia un disturbo del sonno. "In alcuni casi consigliamo uno studio del sonno a domicilio per individuare eventuali cause più serie", spiega.

Apnea notturna: una possibile causa

Una delle condizioni che possono provocare salivazione notturna è l` apnea notturna, un disturbo in cui la respirazione si interrompe ripetutamente durante il sonno, anche per decine o centinaia di volte a notte.

Quando questo accade, molte persone iniziano a respirare con la bocca per cercare più aria. "Respirare con la bocca permette alla saliva di accumularsi e fuoriuscire", spiega Duyka.

L` apnea notturna è una condizione seria e spesso sottovalutata. Russare forte, svegliarsi con la bocca secca o con il cuscino bagnato possono essere segnali da non ignorare. In questi casi è consigliabile rivolgersi a uno specialista del sonno.

Respirazione con la bocca e ostruzioni nasali

Un` altra causa frequente della salivazione è la respirazione orale. Alcune persone hanno una naturale tendenza a respirare con la bocca a causa di passaggi nasali molto stretti, di una mascella retratta o di un setto nasale deviato.

Un setto nasale deviato può ridurre il passaggio dell` aria attraverso una narice, costringendo a respirare con la bocca durante la notte. In presenza di sospette ostruzioni, gli specialisti consigliano una visita otorinolaringoiatrica per valutare eventuali soluzioni, anche chirurgiche.

Negli ultimi anni, sui social e su TikTok, alcuni influencer hanno promosso il cosiddetto “mouth taping” , cioè l` uso di nastro adesivo per tenere la bocca chiusa durante il sonno. Tuttavia, gli esperti avvertono che non esistono prove scientifiche solide sui benefici e che questa pratica potrebbe comportare rischi.

Uno studio recente ha infatti evidenziato che sigillare la bocca durante il sonno potrebbe aumentare il rischio di soffocamento in presenza di ostruzioni nasali o rigurgito.

Reflusso acido e problemi digestivi

Anche il reflusso gastroesofageo può essere associato alla salivazione notturna. Quando l` acido dello stomaco risale nell` esofago, il corpo può produrre più saliva come meccanismo di difesa.

I sintomi più comuni del reflusso includono sapore amaro in bocca, dolore al petto, tosse notturna e rigurgito. "Molti pazienti con reflusso notano di tossire di più durante la notte perché producono più saliva", spiega Duyka.

Raffreddore, allergie e naso chiuso

Anche condizioni comuni come raffreddori, allergie stagionali o infezioni dei seni nasali possono favorire la salivazione.

Quando il naso è chiuso, la respirazione attraverso la bocca diventa più frequente, aumentando la probabilità di sbavare nel sonno. Infezioni come tonsillite o herpes labiale possono inoltre stimolare la produzione di saliva come meccanismo di difesa dell` organismo.

Problemi dentali e posizione durante il sonno

La salivazione notturna può essere legata anche a problemi dentali, come il digrignamento dei denti o un disallineamento tra mascella superiore e inferiore. In questi casi può essere utile consultare il proprio dentista.

Anche la posizione in cui si dorme influisce. Chi dorme su un fianco o a pancia in giù tende a sbavare più facilmente, perché la gravità fa scorrere la saliva verso il cuscino. Dormire sulla schiena riduce questo effetto, anche se non sempre è una soluzione per tutti.

Quando è il caso di consultare un medico

Nella maggior parte dei casi sbavare nel sonno non è motivo di preoccupazione. Tuttavia, se il fenomeno è frequente o accompagnato da altri sintomi — come russamento, mal di testa al risveglio, stanchezza diurna o difficoltà a deglutire — è consigliabile rivolgersi a uno specialista.

Un otorinolaringoiatra può valutare eventuali problemi respiratori, dentali o neurologici e, se necessario, consigliare uno studio del sonno.

Come sottolinea Hockstein, spesso la prima cosa da fare è rassicurare il paziente: "Se non emergono disturbi respiratori o cause fisiche evidenti, la salivazione nel sonno è di solito un fenomeno innocuo". In presenza di raffreddori o allergie, possono essere utili anche semplici rimedi come gli antistaminici da banco.

 

 

 

 



Wed, 11 Mar 2026 11:03:24 GMT
Salute, Komposer
Al Bambino Gesù parte la campagna “Il rispetto è la prima cura”

AGI - "Sono regole semplici, le capisce perfino un bambino!" dice l` infermiere Alessandro alla dottoressa Aurora. Aurora e Alessandro sono due pazienti del Bambino Gesù , hanno 11 e 10 anni e sono i protagonisti della campagna “Il rispetto è la prima cura” , promossa dall` Ospedale in occasione della giornata nazionale di educazione e prevenzione contro la violenza su operatori sanitari e socio-sanitari.

Negli ultimi 5 anni le aggressioni, verbali e fisiche, contro il personale del Bambino Gesù sono raddoppiate: dalle 28 del 2021 alle 64 del 2025. In Italia, nel 2024, gli episodi registrati sono stati circa 18.000. Numeri che raccontano una tendenza preoccupante e che chiamano in causa l` intero sistema sanitario. Per questo il Bambino Gesù lancia un messaggio chiaro: prendersi cura dei bambini significa anche prendersi cura delle relazioni e degli ambienti in cui la cura avviene. Perché il rispetto non è un dettaglio, ma il primo passo di ogni percorso di guarigione.

Una campagna per il benessere di tutti

“Il rispetto è la prima cura”  nasce con un obiettivo preciso: promuovere comportamenti corretti e consapevoli verso chi lavora in ospedale e verso gli spazi condivisi, per tutelare il benessere di personale, pazienti e famiglie. Ogni giorno medici, infermieri, operatori socio-sanitari e personale tecnico e amministrativo lavorano con impegno per garantire ai bambini le migliori cure possibili.

Episodi di aggressività – anche solo verbale – compromettono la serenità di chi assiste e, di conseguenza, la qualità dell` assistenza. Allo stesso modo, la scarsa attenzione agli ambienti comuni può incidere sulla vivibilità e sull` accoglienza degli spazi ospedalieri. Affrontare questi temi significa rafforzare l` alleanza tra famiglie e operatori sanitari, che condividono lo stesso obiettivo: la salute dei bambini.

Quando i bambini educano gli adulti

Il cuore creativo della campagna, che verrà lanciata in occasione della giornata nazionale di educazione e prevenzione contro la violenza su operatori sanitari e socio-sanitari, è un ribaltamento simbolico dei ruoli: sono i piccoli pazienti a ricordare agli adulti le regole del rispetto. Attraverso video e contenuti diffusi sia all` interno dell` ospedale sia sui canali social e digitali, Alessandro e Aurora – in camice da infermiere e dottoressa – spiegano con semplicità e un pizzico di ironia quanto i comportamenti corretti siano fondamentali per chi lavora e per chi è in cura.

La campagna si accompagna a un vademecum con sette semplici indicazioni, pensate in particolare per il Pronto Soccorso ma valide in tutto l` ospedale:

  • Per favore aspetta con pazienza. In pronto soccorso ogni caso ha la sua urgenza.
  • In pronto soccorso non alzare la voce. Spaventi i bambini e non aiuti il personale sanitario a fare il proprio lavoro
  • Affidati al personale sanitario.  In pronto soccorso ogni caso è importante e viene valutato con attenzione.
  • In ospedale non sei solo. Rispetta chi ti sta accanto.
  • Ricorda che l` ospedale è uno spazio condiviso. Rispetta le sue regole e aspetta con pazienza.
  • Basta un piccolo gesto a fare la differenza. Lascia l` ospedale pulito.
  • Teniamo l` ospedale pulito, insieme. Rispetta questi spazi.

Indicazioni semplici e concrete che richiamano l` idea di collaborazione: il percorso di cura inizia dal momento dell` arrivo in ospedale. È questa la “prima cura” . Promuovere il rispetto significa anche rafforzare la collaborazione tra colleghi e favorire un clima di lavoro sereno, condizione essenziale per garantire cure di qualità . Ridurre gli episodi di aggressività , valorizzare il lavoro di squadra e sensibilizzare alla cura degli spazi comuni sono gli obiettivi dell` iniziativa, in un` ottica di miglioramento dell` esperienza ospedaliera.

L` accoglienza e i canali di ascolto al servizio delle famiglie

Al Bambino Gesù l` attenzione alla qualità dell` esperienza ospedaliera si traduce anche in un forte impegno nell` accoglienza e nell` ascolto delle famiglie. Ogni anno l` ospedale garantisce supporto alloggiativo gratuito a quasi 4.500 famiglie provenienti da fuori regione o dall` estero, mentre migliaia di bambini ricoverati possono continuare il proprio percorso scolastico grazie alla Scuola in Ospedale.

Allo stesso tempo sono attivi diversi strumenti di ascolto e segnalazione – dal questionario di soddisfazione al servizio “Speak-up” , fino ai canali dedicati per reclami e suggerimenti – che permettono a genitori e caregiver di condividere osservazioni, bisogni e proposte di miglioramento. Un dialogo costante che rafforza l` alleanza tra famiglie e professionisti sanitari e contribuisce a rendere l` ospedale un luogo di cura sempre più attento, rispettoso e accogliente per tutti, a partire dai piccoli pazienti.