Selezione News DISINFORMATICO (blog by Attivissimo.net)
FEBBRAIO 2020

2020-02-21T16:32:00.001+01:00

Conoscete Minecraft? Aiutate un giovane gamer

Mi è arrivata questa domanda da un giovane giocatore di Minecraft, e siccome non conosco a sufficienza l’argomento la giro a voi. Avete dimostrato tante volte di essere una risorsa di conoscenze inesauribile e inaspettate. Se potete dargli una mano, scrivete nei commenti, che il gamer leggerà . Grazie!

Ti scrivo perché sono un giocatore di Minecraft da PC (ci gioco circa ogni tre giorni) e vorrei giocare sul server Hypixel perché mi alletta molto l’idea dei minigiochi (tipo bedwars, skywars, ecc).

I miei genitori però sono contrari a quest’idea e dicono che giocare online è troppo pericoloso, si può cadere in tranelli di persone malintenzionate e via dicendo.

Io non riesco a comprendere il motivo di tutta questa preoccupazione, visto che non capisco come il mio computer possa essere a rischio in un server quasi ufficiale della Mojang e come possa essere adescato se non comunico!

Perciò ti chiedo per favore se puoi dirmi se veramente c’è questo enorme pericolo, che io purtroppo non riesco ancora a vedere, e cosa potrebbe mai succedermi.

Grazie in anticipo

Cordiali saluti

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2020-02-20T14:53:00.001+01:00

Per La Stampa, sono cartelli che invitano i cinesi a stare in casa. Ma sono annunci di compagnia femminile

Su La Stampa di oggi, edizione cartacea, è stata pubblicata questa foto, che mostrerebbe “I cartelli in cinese che invitano a stare a casa chi torna dalla Cina” .




In realtà , nota Peizhen Lin su Facebook, si tratta di “una serie di annunci di ragazze/donne che si offrono per massaggi e compagnia” . Il cartello si trova a Prato, in Italia, qui su Google Maps.


La versione online mostra la foto più nitidamente:


Le restanti lette e trascritte da mia moglie (madre lingua cinese):
?? -> Villa
????? -> Passionate lover
????? -> Flirting little girl
— Lorenzo Bossi (@Lorentz83) February 20, 2020


Strano che un blogger qualsiasi, in pochi minuti e con una semplice richiesta su Twitter, riesca a fare quello che evidentemente una redazione di un quotidiano nazionale non fa o non vuole fare.

Però mi raccomando, le fake news sono colpa di Internet.

---

16:00. La Stampa ha corretto.


Ringrazio @AlexRedolfi, @Gwilbor e gli altri lettori che hanno collaborato all’indagine. Questo articolo vi arriva gratuitamente e senza pubblicità grazie alle donazioni dei lettori. Se vi è piaciuto, potete incoraggiarmi a scrivere ancora facendo una donazione anche voi, tramite Paypal (paypal.me/disinformatico), Bitcoin (3AN7DscEZN1x6CLR57e1fSA1LC3yQ387Pv) o altri metodi.
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2020-02-20T10:45:00.001+01:00

Kit di risposta rapida agli imbecilli: “Addio, e grazie per tutto il pesce”

Ieri su Twitter mi si sono scatenati contro i sovranisti e i noeuro (ammesso che ci sia una differenza), lamentandosi sia che non indagavo su una serie di affermazioni sui danni di un’uscita dall’euro dell’Italia e quindi non facevo il mio “dovere” di debunker, sia che indagavo su quelle affermazioni e quindi se mi ero scomodato per debunkarle dovevano essere serie e veritiere. Alla fine hanno deciso che ero al soldo del PD e anche di George Soros e di Carletto dei Sofficini, e da lì è stato tutto in discesa verso abissi di imbecillità che in confronto la Fossa delle Marianne è una pozzanghera estiva.

Così ho preparato una serie di memi di risposta rapida per chiudere garbatamente ma con fermezza la conversazione con questi monetariani che pensano che la soluzione magica a tutti i mali dell’Italia sia cambiare banconote. Visto che comunque sono memi utilizzabili per qualunque altra forma di imbecillità , li metto a vostra disposizione.

Per gli iracondi che s’offendono: se rispondo a un vostro tweet con una di queste immagini, vuol dire che vi ho Silenziato. Per cui non perdete tempo a rispondermi, attaccarmi o insultarmi. Non vi sento. State strillando nel vuoto. Che vi siete ampiamente meritati.


























È solo questione di tempo prima che qualche economista rubato all’agricoltura pensi che questi memi si riferiscano alle “sardine” o faccia il saputello dicendo “ma il delfino non è un pesce, è un mammifero, debunker dei miei stivali” , per cui spiego il significato della frase: è una citazione dalla Guida Galattica per Autostoppisti di Douglas Adams (se non lo avete letto, la vostra vita è profondamente incompleta e dovete rimediare) ed è anche il titolo di uno dei volumi della Guida.


ATTENZIONE - SPOILER DA QUI IN POI

NON DITE CHE NON VI HO AVVISATO
 

Nella Guida, la Terra viene demolita disinvoltamente dagli alieni Vogon per fare spazio per una superstrada spaziale. I delfini, più intelligenti degli umani, sanno da tempo della distruzione imminente e quindi se ne vanno dal pianeta prima della demolizione, lasciando agli umani un messaggio di saluto: “Addio, e grazie per tutto il pesce.”

“...sul pianeta Terra, l’uomo aveva sempre dato per scontato di essere più intelligente dei delfini perché aveva realizzato così tante cose -- la ruota, New York, le guerre e così via -- mentre tutto quello che avevano fatto i delfini era stato giocherellare in acqua e spassarsela. Ma i delfini, dal canto loro, avevano sempre pensato di essere molto più intelligenti degli umani, esattamente per le stesse ragioni.

Stranamente, i delfini sapevano da tempo della distruzione imminente del pianeta Terra e avevano fatto molti tentativi per avvisare l’umanità di questo pericolo; ma la maggior parte delle loro comunicazioni furono fraintese come tentativi divertenti di colpire palloni o fischiare per avere bocconcini, per cui alla fine ci rinunciarono e abbandonarono la Terra con i propri mezzi poco prima che arrivassero i Vogon.

L’ultimo messaggio mai inviato dai delfini fu interpretato erroneamente come un tentativo sorprendentemente sofisticato di fare una capriola doppia all’indietro passando attraverso un anello e fischiettando l’inno nazionale degli Stati Uniti d’America, ma in realtà il messaggio era questo: ‘Addio, e grazie per tutto il pesce’.”

Se non fosse sufficientemente chiaro, quindi, so benissimo che il delfino non è un pesce: il pesce citato nel meme è quello che i delfini hanno mangiato ricevendolo dagli umani. E dire a qualcuno “Addio, e grazie per tutto il pesce” significa “Nonostante miei ripetuti tentativi di comunicare e spiegarti le cose, la tua boria e la tua stupidità ti impediscono di capire che cosa ti sto dicendo e quindi è inutile che io ti dedichi tempo. Anche se ti sembra impossibile, vivo benissimo e me la spasso anche senza di te e non sento il bisogno insopprimibile di dialogare con te. La conversazione è finita.”


Fonte: Google Books.

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2020-02-19T12:54:00.000+01:00

Quizzello: un cavo, due pali

I capi di un cavo lungo 80 metri, libero di pendere, sono fissati alle cime di due pali alti 50 metri: un capo è in cima a un palo, l’altro capo è in cima all’altro.

A che distanza devono essere messi i due pali affinché il punto più basso del cavo sia esattamente a 10 metri da terra?

La risposta va data usando solo carta e penna, senza consultare fonti e dando almeno una cifra decimale.

Avete tempo fino a stasera alle 20 per trovare la soluzione. Se inviate la soluzione giusta nei commenti, non la pubblicherò per non rovinare il divertimento, ma il fatto stesso di non vederla pubblicata farà da conferma del vostro successo.


18:15. Le vostre risposte stanno intasando la moderazione dei commenti, per cui anticipo la soluzione. Lo scopo del quiz era evidenziare come tendiamo a cercare soluzioni generali (e quindi ci lanciamo in calcoli complicati con catenarie e quant’altro) invece di arrivare all’essenza del problema specifico. Grazie di aver giocato!


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2020-02-19T11:21:00.001+01:00

Precognizioni letterarie: un virus letale sviluppato in laboratorio a Wuhan in un romanzo del 1981?

Credit: @DarrenPlymouth.
“...uno scienziato cinese di nome Li Chen fuggì negli Stati Uniti, portando una copia su dischetto dell’arma biologica cinese più importante e pericolosa dell’ultimo decennio. La chiamano ‘Wuhan-400’ perché è stata sviluppata nei loro laboratori di RDNA vicino alla città di Wuhan ed era il quattrocentesimo ceppo vitale di microorganismi creato presso quel centro di ricerca” .

Sono parole pubblicate nel romanzo thriller di Dean Koontz The Eyes of Darkness, uscito nel 1981. Lette oggi, con l’ansia mondiale da coronavirus incentrata proprio sulla città di Wuhan, sono particolarmente inquietanti, ma non vanno viste come una conferma di facoltà precognitive o delle tesi di complotto che sostengono (senza la minima prova) che l’attuale coronavirus sarebbe stato sviluppato in laboratorio in Cina come arma biologica.

Infatti è pressoché inevitabile che fra i milioni di storie che vengono scritte prima o poi qualcuna ci azzecchi, almeno vagamente (leggendo i dettagli del romanzo, le caratteristiche del ‘Wuhan-400’ divergono fortemente da quelle del coronavirus). È il Teorema delle Scimmie Infinite: date una macchina per scrivere e un bel po’ di tempo a un esercito infinito di scimmie addestrate a picchiettare a caso sui tasti, e prima o poi partoriranno Shakespeare.

Oltretutto Koontz ha pubblicato più di una versione del suo romanzo, cambiandone i dettagli. Nella versione originale, uscita nel 1981, non si parla affatto di Wuhan, ma della città sovietica di Gorki, e il virus si chiama ‘Gorki-400’. Divenne Wuhan nell’edizione del 1996, per tenere conto del fatto che l’Unione Sovietica non esisteva più e che la Cina sembrava una fonte più credibile, secondo questo commento su BoingBoing. Infatti circolano anche altre foto della medesima pagina del libro in cui è citata Gorki.

Fonte: @moderncrusader.


Quello di Koontz non è il primo caso di apparente precognizione letteraria: il romanzo del 1898 The Wreck of the Titan di Morgan Robertson “previde” il disastro del Titanic del 1912 descrivendo un transatlantico, il Titan, che affondava nel Nord Atlantico dopo uno scontro con un iceberg. In questo caso, però , il romanzo fu ritoccato dopo il 1912 per renderlo più calzante. Nella versione originale, infatti, la nave era di stazza minore, e il titolo era un ben più generico Futility.


Fonti aggiuntive: South China Morning Post, History on the Net, Wikipedia.

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2020-02-17T09:45:00.001+01:00

ANSA ci informa che in Cina c’è l’imperatore

“#Coronavirus Per paura del contagio annullate in #Cina le celebrazioni per i 60 anni dell’ #Imperatore . Evacuati dalla nave #DiamondPrincess 14 cittadini #Usa #ANSA ow.ly/BasN30qifJb.”

L’imperatore. In Cina. A scrivere questa monumentale scemenza non è un blogger o qualche altro svitato su Internet. È l’ANSA, la più importante agenzia d’informazione in Italia, come si autodefinisce. Un’agenzia d’informazione che evidentemente ormai assume, o perlomeno fa lavorare, gente che non sa la differenza fra Cina e Giappone. Proprio adesso che sapere la differenza è , come dire, un tantinello importante.

Questi sono quelli che dovrebbero informarci. Quelli che quando si parla di fake news e disinformazione si atteggiano a ultimi difensori della qualità e danno la colpa della disinformazione a Internet.

Il tweet è ancora lì adesso, mentre scrivo; non è stato rimosso. Non una parola di scuse, nessuna rettifica.

#Coronavirus Per paura del contagio annullate in #Cina le celebrazioni per i 60 anni dell’ #Imperatore . Evacuati dalla nave #DiamondPrincess 14 cittadini #Usa #ANSA https://t.co/LDGjqEGJQY
— Agenzia ANSA (@Agenzia_Ansa) February 17, 2020


E c’è anche lo screenshot della stessa notizia sul sito (grazie a GnNAr):


Dai, ANSA, adesso non ci state più nemmeno provando. Andate a casa, che fate meno danni.


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2020-02-15T10:10:00.000+01:00

5G, stop ufficiale in Svizzera? No

Il Financial Times ha pubblicato un articolo secondo il cui titolo la Svizzera avrebbe sospeso l’attivazione della rete cellulare 5G a causa di preoccupazioni per la salute (Switzerland halts rollout of 5G over health concerns). Si tratterebbe, dice il testo, di una “moratoria a tempo indeterminato” .

L’articolo cita una lettera inviata dall’Ufficio Federale per l’Ambiente svizzero (BAFU) ai governi cantonali a fine gennaio, che avrebbe causato la sospensione. La lettera non è linkata nell’articolo, ma dovrebbe essere questa (ringrazio @samirguidi per averla trovata).

In realtà la lettera non parla di una sospensione totale dell’attivazione del 5G, ma riguarda soltanto un aspetto specifico del 5G, ossia la tecnica del beamforming.

Il beamforming è un metodo per ridurre l’energia emessa dalle antenne della rete, concentrandola nella direzione in cui si trova in quel momento l’utente. In altre parole, invece di disseminare onde radio in tutte le direzioni, comprese quelle in cui non c’è nessuno che ha bisogno del segnale, come si fa adesso, il beamforming permette di fornire segnale solo dove serve realmente, adattandosi in tempo reale alla situazione e quindi riducendo l’esposizione per chi non usa il telefonino.

La lettera spiega che non c’è sufficiente chiarezza tecnica sul metodo di calcolo dell’esposizione alle onde radio che verrebbe prodotta dal beamforming e che serve più tempo per ottenerla e quindi sapere se anche in modalità beamforming il 5G rimane, anche nel caso peggiore, sotto i severi limiti imposti dalla normativa (ORNI). In attesa di questi chiarimenti, l’uso del beamforming non viene autorizzato, ma la rete 5G può continuare a funzionare in maniera tradizionale.

Questo è chiarito sia da questo articolo di Ictjournal.ch, sia dal testo dell’articolo del Financial Times, che non menziona il beamforming ma lo descrive indirettamente ( “New 5G communications technology means individuals are exposed to more concentrated beams of non-ionising radiation, but for shorter periods. Bafu must determine which legal standards to apply to this.” ). È solo il titolo che è ingannevole.


Ringrazio @MrcLucien per aver reperito l’articolo di Ictjournal. Questo articolo vi arriva gratuitamente e senza pubblicità grazie alle donazioni dei lettori. Se vi è piaciuto, potete incoraggiarmi a scrivere ancora facendo una donazione anche voi, tramite Paypal (paypal.me/disinformatico), Bitcoin (3AN7DscEZN1x6CLR57e1fSA1LC3yQ387Pv) o altri metodi.
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2020-02-14T20:43:00.000+01:00

Puntata del Disinformatico RSI del 2020/02/14

È disponibile la puntata di oggi del Disinformatico della Radiotelevisione Svizzera, condotta da me insieme a Francesca Margiotta.

Podcast solo audio: link diretto alla puntata.

Argomenti trattati: link diretto.

Podcast audio precedenti: archivio sul sito RSI, archivio su iTunes e archivio su TuneIn, archivio su Spotify.

App RSI (iOS/Android): qui.

Video: lo trovate qui sotto.

Archivio dei video precedenti: La radio da guardare sul sito della RSI.

Buona visione e buon ascolto!


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2020-02-14T01:34:00.000+01:00

Antibufala: gli alligatori nelle fogne di New York

Croc’, 1976
(Paperback Warrior).
La diceria che le fogne di New York sarebbero infestate da alligatori giganti perché i proprietari di questi rettili, raccolti quando erano piccoli in Florida durante una vacanza, se ne sbarazzavano buttandoli nel water quando crescevano troppo è una delle leggende metropolitane più famose e longeve: divenne molto popolare una cinquantina d’anni fa, negli anni Settanta, ma in realtà ha origini molto, molto più antiche.

L’idea di creature feroci che popolano le fogne circolava infatti già in epoca vittoriana a Londra: al posto degli alligatori, troppo americani, c’erano più britannicamente dei maiali inselvatichiti.

Gli studiosi di leggende metropolitane (o di folclore moderno, come lo chiamano loro) hanno scoperto numerose varianti di questo mito, alcune risalenti addirittura a duemila anni fa. Nell’articolo The Octopus in the Sewers: An Ancient Legend Analogue di Camilla Asplund Ingemark, pubblicato nel 2008 sul Journal of Folklore Research, emerge che l’autore classico Claudio Eliano (165/170 circa – 235 d.C.) raccontò nel suo De Natura Animalium che a Puteoli (l’odierna Pozzuoli, in Campania) sbucava dalle fogne ogni tanto una piovra gigante, che rubava cibo dalle cantine. Anche Plinio il Vecchio (23/24-79 d.C.) scrisse, nella sua opera Naturalis Historia, che nella città spagnola di Carteia c’era una piovra gigante che emergeva per saccheggiare le vasche dove si teneva il pesce sotto sale.

Gli stessi studiosi fanno risalire la versione moderna, quella con gli alligatori, al 1959, quando un libro dedicato alla storia delle infrastrutture sotterranee di Manhattan, The World Beneath the City di Robert Daley, le dedicò un intero capitolo per raccontare che nel 1935 c’erano stati avvistamenti di alligatori ed erano state addirittura fatte delle battute di caccia. Ma Daley era, a quanto pare, dotato di molta immaginazione.

Fra l’altro, gli esperti spiegano che l’ambiente freddo delle fogne di una città come New York non permetterebbe a nessun rettile di prosperare e nemmeno di vivere: al freddo, infatti, non sono in grado di digerire il cibo (o i malcapitati esploratori delle fogne). Tuttavia ogni tanto qualche alligatore finisce temporaneamente nella rete fognaria delle città del sud degli Stati Uniti, che è collegata alle paludi. Ma si tratta di soggiorni brevi, causati dagli allagamenti prodotti dai temporali, e i rettili non diventano giganti.

La ragione della straordinaria persistenza di questo mito sarebbe, secondo Camilla Asplund Ingemark, legata alla paura atavica di un mondo sconosciuto che starebbe a stretto contatto e contrasto con la città , vista come simbolo dell’apice della civiltà . È un mito che funziona benissimo ancora oggi, come sanno bene i fan delle Tartarughe Ninja o di Stranger Things e del suo Sottosopra. 


Fonti aggiuntive: Leggende-metropolitane.it; Wikipedia; Liveabout.com.
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2020-02-14T00:14:00.000+01:00

Microsoft tura 99 falle con un aggiornamento massiccio

Se usate Windows, fate appena possibile gli aggiornamenti di sicurezza rilasciati pochi giorni fa da Microsoft: risolvono ben 99 falle, alcune delle quali vengono già sfruttate dai criminali informatici.

Una, in particolare (CVE-2020-0674), consente di attaccare e prendere il controllo completo del computer semplicemente convincendo l’utente a visitare una pagina infettante di un sito.

Un’altra (CVE-2020-0729) consente di prendere il controllo di un computer semplicemente infilandovi una chiavetta USB contenente un file .LNK appositamente confezionato.

La procedura di aggiornamento è quella solita: in Windows 10, scegliete Start - Impostazioni - Aggiornamento e sicurezza - Windows Update - Controlla aggiornamenti. Eseguitela dopo aver fatto un backup o un punto di ripristino, in modo da poter tornare indietro se scoprite che l’aggiornamento causa problemi.

Il rischio di problemi non è una buona scusa per rinviare gli aggiornamenti. Ora che sono stati resi noti i dettagli di queste falle e le loro correzioni, è solo questione di tempo (qualche giorno) prima che i criminali informatici creino degli attacchi su misura per prendere di mira chi non si aggiorna.


Fonti aggiuntive: Cybersecurity360.it, Graham Cluley.
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