Selezione News DISINFORMATICO (blog by Attivissimo.net)
FEBBRAIO 2019

2019-02-15T15:51:00.003+01:00

Passato San Valentino, è tempo di bilanci sul “romance scam”

Secondo un rapporto della Federal Trade Commission statunitense, la truffa del romance scam, quella in cui il truffatore si finge innamorato della vittima e la corteggia online per poi chiederle denaro con vari pretesti e sparire nel nulla, è costata almeno 143 milioni di dollari nel 2018. E questo è solo il bilancio delle truffe denunciate, che sono state oltre 21.000.

Queste cifre mettono il romance scam in cima alla classifica delle truffe a consumatori e costituiscono un nuovo record. L’importo medio frodato alla singola vittima è di 2600 dollari, grazie al fatto che le vittime inviano soldi anche più di una volta. Rispetto al 2015, il numero delle truffe segnalate è più che raddoppiato e il costo complessivo è quadruplicato.

La fascia d’età maggiormente vulnerabile è fra 40 e 69 anni; le vittime sopra i 70 anni, invece, sono quelle che mediamente perdono più denaro, spendendo in media 10.000 dollari l’una.

Sono dati allarmanti, che suggeriscono la necessità di fare prevenzione parlandone anche in famiglia, soprattutto a nonni e genitori (single o meno) che si affacciano a Internet, e di insegnare maggiore diffidenza. Anche spiegare come si fa a fare ricerca per immagini può essere utile, perché i truffatori spesso pescano da immagini pubblicate online da persone reali. Inoltre è opportuno prendere l’abitudine di fare un po’ di ricerca in Google per verificare le informazioni mandate dal presunto corteggiatore.

Ma soprattutto è importante spiegare che un truffatore può permettersi di fare cose apparentemente impossibili come corteggiare la sua vittima per mesi prima di fare richieste di denaro perché la vittima fa parte di una catena di montaggio: ne sta gestendo contemporaneamente decine o centinaia, arrivate a vari livelli di circonvenzione.
Scritto da Paolo Attivissimo per il blog Il Disinformatico. Ripubblicabile liberamente se viene inclusa questa dicitura (dettagli). Sono ben accette le donazioni Paypal.



2019-02-15T14:03:00.001+01:00

Sextortion, cosa fare se il truffatore ha davvero un vostro video intimo

Nelle puntate precedenti del Disinformatico radiofonico ho messo in guardia contro il bluff delle mail che dicono di avere un video imbarazzante della vittima. Ma ci sono anche truffatori che davvero riescono ad avere un video intimo, tipicamente offrendo le grazie di una complice molto attraente e disponibile, registrano le reazioni della vittima e poi la ricattano minacciando di mandare il video agli amici, colleghi o familiari.

In casi come questi il danno è ormai fatto e il video esiste, per cui non si può avere garanzia di nulla. Pagare non risolverebbe, perché i truffatori avrebbero comunque il video e potrebbero chiedere altri soldi, incoraggiati dal fatto che la vittima ha già pagato una volta.

Personalmente, a chi mi chiama in seguito a una situazione di questo genere (capita spesso) consiglio di non pagare e di mandare ai ricattatori solo questa risposta e poi troncare totalmente le comunicazioni:

I have spoken with the police about your threat. They advised me not to pay you. I have committed no crime (YOU have) and my friends will just have a good laugh if they see the video. The video will get taken down immediately. You are wasting your time with me; I will never pay you. I will not reply to any more messages from you. Goodbye.

Traduzione:

Ho parlato con la polizia delle tue minacce. Mi hanno consigliato di non pagarti. Io non ho commesso reati, tu sì , e i miei amici si faranno due risate se dovessero vedere il video. Il video verrà comunque rimosso immediatamente. Stai perdendo tempo con me. Non ti pagherò mai. Non risponderò a eventuali altri tuoi messaggi. Addio.

Occorre considerare che si tratta di truffatori di professione, che stanno probabilmente ricattando contemporaneamente molte altre persone, per cui se la vittima oppone resistenza e non si dimostra disposta a pagare, è probabile (ma non garantito) che lascino perdere e non perdano neanche tempo a pubblicare per ripicca il video (che verrebbe comunque rimosso subito da Youtube e simili). A loro non interessa umiliare o rovinare le vittime: interessa solo che paghino. Se non pagano, sono uno spreco di tempo.
Scritto da Paolo Attivissimo per il blog Il Disinformatico. Ripubblicabile liberamente se viene inclusa questa dicitura (dettagli). Sono ben accette le donazioni Paypal.



2019-02-15T11:04:00.003+01:00

“OK Google” origlia un po’ troppo. Sapete come sistemarlo?

Chiedo aiuto ai Disinformatici: come si può bloccare davvero l’attivazione automatica dell’Assistente di Google su uno smartphone Android? Ho seguito le istruzioni classiche: Impostazioni - Google Servizi e preferenze - Ricerca, assistente e funzioni vocali - Voce - Voice Match - Accedi con Voice Match - tutto spento.

Ho seguito anche istruzioni alternative: App Google - Altro - Impostazioni - Assistente Google/Impostazioni - Assistente - Dispositivi assistente/Telefono - Assistente Google - spento.

L’Assistente Google è ufficialmente disattivato: se tengo premuto a lungo il tasto Home, compare l’invito ad attivarlo.

Eppure ogni tanto, mentre sto parlando, OK Google si attiva lo stesso e lo fa anche se non dico “OK Google” . E registra pezzi a caso delle mie conversazioni, che quindi finiscono sui server di Google, con tutte le implicazioni di privacy e di tutela della riservatezza altrui che questo può comportare. Uno smartphone Android in uno studio di un avvocato o di un medico, per esempio, rischia di diventare una spia.

Se andate a myactivity.google.com dal vostro account Google e selezionate la casella Vocale e audio, potreste trovare campioni della vostra voce, con la trascrizione corrispondente. Questi sono alcuni dei miei: brani di conferenze, conversazioni in casa, dettature. Tutto riascoltabile cliccando su Riproduci.




Intendiamoci: l’Assistente di Google è utilissimo per dettare una mail o per comunicare un indirizzo a Maps mentre si è in auto. Ma sapere che questo microfono aperto non si può disabilitare mi sta facendo seriamente ricredere sull’uso di uno smartphone.

Mi resta un’ultima opzione, quella nucleare: disabilitare totalmente l’app Google a livelli di permessi (Impostazioni - App e notifiche - Autorizzazioni app - Microfono - Google - Nega comunque). Ma se lo faccio, riattivare tutto ogni volta che mi serve (e quando mi serve è perché ho fretta e/o non posso digitare manualmente) sarà un incubo.

Avete idee?
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2019-02-15T09:09:00.001+01:00

Le parole di Internet: voice phishing o vishing

Credit: VPN Guru.
Alcuni media svizzeri riportano la notizia della conclusione di un procedimento penale per voice phishing da parte del Ministero Pubblico della Confederazione e della promozione dell’accusa, dinanzi al Tribunale Penale Federale a Bellinzona, contro una donna che è appunto accusata di far parte di un gruppo criminale attivo in Svizzera.

La donna era stata localizzata e identificata nei Paesi Bassi grazie alla collaborazione con le autorità olandesi e al sostegno dell’Ufficio Federale di Polizia (Fedpol) e di Eurojust.

Ma che cos’è il voice phishing? Si chiama anche vishing ed è la tecnica di furto di dati informatici usando uno strumento poco informatico e molto umano: la parlantina. Il criminale telefona alla vittima fingendo di essere un’autorità , un’agenzia governativa, una banca o un’azienda di solida reputazione, oppure un amico o un familiare, e riesce farsi dare dalla vittima del denaro o delle informazioni personali riservate, come password o codici di sicurezza di carte di credito o di carte prepagate di circuiti di gioco o di musica.

Nel caso in questione, i dati ottenuti sono stati usati per compiere trasferimenti di denaro illeciti ai danni di circa 50 vittime in Svizzera, per un totale di oltre 2 milioni di franchi (1,8 milioni di euro).

Può sembrare incredibile che qualcuno non si accorga che la voce del familiare non è la sua o non pensi che una banca non chiederebbe mai PIN o codici di sicurezza, ma come tante truffe online anche il voice phishing lavora sui grandi numeri: a furia di tentativi, prima o poi il truffatore trova la vittima più sensibile o fiduciosa.

I truffatori, inoltre, sono professionisti e quindi sanno esattamente come manipolare le proprie vittime tecnicamente ed emotivamente, facendo comparire sui loro telefoni numeri del chiamante corrispondenti a enti attendibili. A volte usano sistemi automatici (wardialer) che chiamano numeri a caso e avvisano la vittima, con una voce preregistrata, che la sua carta di credito è stata rubata e che deve digitarne il numero per avviare la procedura di protezione, oppure che ha vinto un piccolo premio e per incassarlo deve dare appunto il numero della carta. Se la vittima lo digita, subentra il truffatore in carne e ossa che tranquillizza la vittima e la convince a dare anche i codici segreti della carta con la scusa di una verifica.

La difesa contro attacchi di questo genere è una sola: non dobbiamo mai dare per telefono a nessuno dati personali o segreti, soprattutto se la chiamata è stata ricevuta e non iniziata da noi.
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2019-02-15T02:45:00.003+01:00

“Hackeratemi” l’account Instagram. Questa è la mia password

Attivare l’autenticazione a due fattori in Instagram è piuttosto semplice: il problema è convincere gli utenti a usarla per proteggere il proprio account in caso di furto di password.

Così vi propongo un esperimento: ho creato un account Instagram di prova che si chiama 123disinformatico. La sua password è instagramtest.

È protetto dall’autenticazione a due fattori. Provate a prenderne il controllo: avete il mio permesso esplicito. Con questo piccolo esperimento simulo le condizioni in cui si trova l’utente quando avviene un furto in massa di credenziali, per cui la sua password e il suo nome utente circolano liberamente su Internet insieme a milioni di altri dati analoghi, come avvenuto di recente.

Per attivare questo antifurto si va nelle Impostazioni (dalla Home, icona in basso a destra, poi icona con tre trattini in alto a destra), si sceglie Privacy e Sicurezza e poi Autenticazione a due fattori. Qui si sceglie Messaggio di testo oppure (consigliabile) App di autenticazione. Infine si immette il codice ricevuto. Tutto qui.

Per maggiore sicurezza, annotate da qualche parte i codici di recupero che vi vengono proposti: sono la soluzione di estrema emergenza in caso di problemi.


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2019-02-15T02:00:00.000+01:00

Ci vediamo a Mantova stasera per parlar di Luna?

Venerdì 15 (oggi) alle 21 sarò a San Giorgio Bigarello (Mantova), all’Auditorium Comunale presso il Centro Culturale Frida Kahlo, in via Frida Kahlo, per la serata L’Avventura della Luna, per parlare di chicche poco conosciute della storia dell’esplorazione spaziale e di cosa ci può realisticamente riservare il prossimo futuro.

La serata verrà condotta da Chiara Codecà ed è a ingresso libero fino a esaurimento dei posti. Racconterò e mostrerò immagini rare e storie anche umane che purtroppo spesso non trovano posto nei libri di storia ma rendono molto più umani i protagonisti di queste avventure straordinarie. Dovrebbe esserci a disposizione anche qualche copia dell’autobiografia di Gene Cernan, L’ultimo uomo sulla Luna, di cui ho curato la revisione tecnica.

Tutti i dettagli sono sul sito del Comune. Vi aspetto.
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2019-02-12T08:46:00.003+01:00

Youtube iperamplifica il complottismo, promette che smetterà

Dietro il boom dei complottismi c’è , almeno in parte, l’intelligenza artificiale. Se guardate su Youtube un video dedicato a un certo argomento, il sistema di intelligenza artificiale di Youtube vi propone altri video dello stesso genere, e così via, in un crescendo iperpersonalizzato per ogni utente che ha un solo scopo: massimizzare il tempo che trascorrete su Youtube, perché più ne passate, più vedete pubblicità e più Google (proprietaria di Youtube) incassa.

L’idea in sé sembra ragionevole ed è la chiave del successo economico di Youtube. Ma ha una conseguenza inattesa: quest’intelligenza artificiale viene man mano alterata dagli utenti stessi.

Lo spiega bene Guillaume Chaslot, un ex dipendente di Youtube che ha contribuito allo sviluppo del sistema automatico di raccomandazione dei video. Chi passa tantissimo tempo su Youtube influenza fortemente quali video vengono suggeriti anche agli altri utenti. I video visti da questi grandi consumatori diventano ultrapopolari, e quindi i creatori di video ne producono altri dello stesso stampo per ottenere popolarità e incassi. Così gli altri utenti passano ancora più tempo a guardare quei tipi di video, diventando a loro volta grandi consumatori, che influenzano i suggerimenti per gli altri, e così via.

Questo può sembrare innocuo se i video sono quelli di Peppa Pig: Youtube proporrà altri cartoni animati analoghi. Ma quando i video consigliati parlano della Terra piatta, degli alieni che rapiscono le persone o dei vaccini come complotto delle multinazionali, allora nasce un problema. Un paio di anni fa Chaslot si è accorto che l’intelligenza artificiale di Youtube raccomandava i video che sostenevano le tesi di complotto molto più di quelli che raccontavano i fatti.

Per esempio, i video dei terrapiattisti venivano promossi circa dieci volte più di quelli che spiegano che la Terra è sferica, generando una visibilità stratosferica per queste idee distorte, e il canale ufologico Secureteam10 aveva raccolto mezzo miliardo di visualizzazioni di video falsi o ingannevoli, pieni di accuse di cospirazioni governative.

Chi entra nella spirale del complottismo, magari solo per curiosità , viene insomma bombardato da video che rinforzano questa visione deformata del mondo, mentre i video che potrebbero levargli i dubbi gli vengono nascosti. Questo crea l’impressione che una tesi di complotto sia molto più diffusa e credibile di quanto lo sia in realtà e può esasperare situazioni personali labili. Chaslot cita il caso di Buckey Wolfe, un uomo di Seattle che si è convinto che suo fratello era un uomo lucertola e lo ha ucciso. Il canale Youtube preferito di Wolfe era Secureteam10, e gli altri erano tutti dello stesso genere.

È impossibile stabilire quanto abbia avuto peso l’intelligenza artificiale di Youtube nel rinforzare il disagio mentale di Buckey Wolfe, ma di certo non ha aiutato, e tutti conosciamo qualcuno che si è fatto sedurre dal cospirazionismo grazie ai video. Pochi giorni fa Youtube ha annunciato che cambierà le proprie regole di raccomandazione di contenuti per non promuovere la disinformazione. È un buon inizio, ma sta a noi essere consapevoli di questi meccanismi di manipolazione.


Approfondimenti


Aggiungo qui alcune informazioni che per motivi di lunghezza non ho potuto includere nel testo pubblicato qui sopra, che ho preparato per la mia rubrica settimanale La Rete in tre minuti di Radio Inblu.

Chi volesse provare ad azzerare la personalizzazione delle raccomandazioni di Youtube può esplorare la propria cronologia presso https://www.youtube.com/feed/history/search_history e cliccare su Cancella tutta la cronologia delle ricerche e su cancella tutta la cronologia visualizzazioni, oppure prendere l’abitudine di usare Youtube in una finestra di navigazione privata.

Qui sotto potete guardare un video (ironicamente ospitato da Youtube) che illustra in inglese le osservazioni di Chaslot su Youtube.


E quella che segue è la spiegazione via Twitter di Chaslot che ha ispirato questo mio articolo: include la triste esperienza personale del ricercatore con un conoscente caduto nella spirale del complottismo e molti altri dettagli importanti, come l’organizzazione Algotransparency.org fondata da Chaslot per incoraggiare la trasparenza sugli algoritmi di AI.

YouTube announced they will stop recommending some conspiracy theories such as flat earth.

I worked on the AI that promoted them by the *billions*.

Here is why it’s a historic victory. Thread. 1/https://t.co/wJ1jbUcvJE
— Guillaume Chaslot (@gchaslot) 9 febbraio 2019


Brian is my best friend’s in-law. After his dad died in a motorcycle accident, he became depressed. He fell down the rabbit hole of YouTube conspiracy theories, with flat earth, aliens & co. Now he does not trust anyone. He stopped working, seeing friends, and wanting kids. 2/
— Guillaume Chaslot (@gchaslot) 9 febbraio 2019

Brian spends most of his time watching YouTube, supported by his wife.

For his parents, family and friends, his story is heartbreaking.
But from the point of view of YouTube’s AI, he’s a jackpot.

3/
— Guillaume Chaslot (@gchaslot) 9 febbraio 2019


We designed YT’s AI to increase the time people spend online, because it leads to more ads. The AI considers Brian as a model that *should be reproduced*. It takes note of every single video he watches & uses that signal to recommend it to more people 4/https://t.co/xFVHkVnNLy
— Guillaume Chaslot (@gchaslot) 9 febbraio 2019


How many people like Brian are allured down such rabbit holes everyday day?

By design, the AI will try to get as many as possible.

5/
— Guillaume Chaslot (@gchaslot) 9 febbraio 2019


Brian’s hyper-engagement slowly biases YouTube:

1/ People who spend their lives on YT affect recommendations more
2/ So the content they watch gets more views
3/ Then youtubers notice and create more of it
4/ And people spend even more time on that content. And back at 1

6/
— Guillaume Chaslot (@gchaslot) 9 febbraio 2019


This vicious circle was also observed with https://t.co/XRaKdOQiKz, and it explains why the bot became racist in less than 24 hours.

=> Platforms that use AIs often get biased by tiny groups of hyper-active users.

7/https://t.co/bM6NNlHqqd
— Guillaume Chaslot (@gchaslot) 9 febbraio 2019


Example of YT vicious circle: two years ago I found out that many conspiracies were promoted by the AI much more than truth, for instance flat earth videos were promoted ~10x more than round earth ones ????

8/https://t.co/dCSTGftADO
— Guillaume Chaslot (@gchaslot) 9 febbraio 2019


I was not the only one to notice AI harms. @tristanharris talked about addiction. @zeynep talked about radicalization. @noUpside, political abuse and conspiracies. @jamesbridle, disgusting kids videos. @google’s @fchollet, the danger of AI propaganda:https://t.co/NCPB9T7EtA

9/
— Guillaume Chaslot (@gchaslot) 9 febbraio 2019


Since then many newspapers spoke about AI harms, as for instance: @wsj @guardian @nytimes @BuzzFeed @washingtonpost @bloomberg

@huffpost @dailybeast @vox @NBCNews @VICE @cjr @techreview

Journalism matters

10/
— Guillaume Chaslot (@gchaslot) 9 febbraio 2019


There are 2 ways to fix vicious circles like with "flat earth"

1) make people spend more time on round earth videos
2) change the AI

YouTube’s economic incentive is for solution 1).
After 13 years, YouTube made the historic choice to go towards 2)

Will this fix work? 11/
— Guillaume Chaslot (@gchaslot) 9 febbraio 2019


The AI change will have a huge impact because affected channels have billions of views, overwhelmingly coming from recommendations. For instance the channel secureteam10 made *half a billion* views with deceiving claims promoted by the AI, such as:https://t.co/ZLXyMGnGxg 12/
— Guillaume Chaslot (@gchaslot) 9 febbraio 2019


Note that #secureteam10 was the most liked channel of Buckey Wolfe, who came to believe his brother was a “lizard” and killed him with a sword.
To understand how he fell down the rabbit hole, see his 1312 public likes here:https://t.co/HmS06E4SBH https://t.co/5wQupfvKD1
13/
— Guillaume Chaslot (@gchaslot) 9 febbraio 2019


This AI change will save thousands from falling into such rabbit holes

(If it decreases between 1B and 10B views on such content, and if we assume one person falling for it each 100,000 views, it will prevent 10,000 to 100,000 "falls") 14/
— Guillaume Chaslot (@gchaslot) 9 febbraio 2019


A concern remains that other rabbit holes are arising. I created https://t.co/0RjD2PtTvV to identify and monitor harmful content recommended by the AI.

15/
— Guillaume Chaslot (@gchaslot) 9 febbraio 2019


Conclusion: YouTube’s announcement is a great victory which will save thousands. It’s only the beginning of a more humane technology. Technology that empowers all of us, instead of deceiving the most vulnerable.

If you see something, say something.

16/
— Guillaume Chaslot (@gchaslot) 9 febbraio 2019









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2019-02-11T09:24:00.000+01:00

Mars One è fallita. Che sorpresa

Ultimo aggiornamento: 2019/02/11 17:55.

Se qualcuno ancora credeva che Mars One fosse credibile, questa notizia dovrebbe levare ogni dubbio. La società svizzera Mars One Ventures, che aveva rilevato la parte britannica del progetto olandese-britannico, è in liquidazione per fallimento.

La segnalazione arriva da Reddit e posso confermare che visitando il Registro del Commercio del cantone Basilea Città risulta una voce “Mars One Ventures AG in Liquidation CHE-375.837.130” , che però attualmente non è accessibile. Contiene, stando alla segnalazione, la dichiarazione che il Tribunale Civile di Basilea Città ha dichiarato il fallimento della società con effetto dal 15 gennaio 2019, pertanto sciogliendola.

Mars One diceva di voler colonizzare Marte e di voler portare i primi astronauti sul pianeta entro il 2026 finanziandosi in parte con un reality e aveva ricevuto le sottoscrizioni di 120.000 candidati.

Maggiori dettagli sono disponibili, in inglese, su Spacenews.com.


CORREZIONE: Una prima stesura di questo articolo parlava erroneamente di bancarotta al posto di fallimento. 

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2019-02-10T11:08:00.000+01:00

Nufologia: il mistero delle linee davanti alla Luna di Apollo 9

Ultimo aggiornamento: 2019/02/11 22:30.

Ieri David Portree, uno storico appassionato di spazio, autore di articoli per il sito della sonda Lunar Reconnaissance Orbiter e per l’Apollo Image Archive nonché gestore del blog Spaceflight History, ha proposto questo mistero: una foto della missione Apollo 9 nella quale si stagliano, davanti alla Luna, tre linee oblique non identificate.

Questions for all you space fans - I’m trying to learn more about this Apollo 9 image (AS09-23-3500). Anyone know which window was used? Is the "reseau mark" a navigation marking on that window? (UFO fans say it’s a spaceship fleet.) @contactlight69 @moonshotbot @nasa pic.twitter.com/iKu4hZOxkK
— David S. F. Portree (@dsfpspacefl1ght) February 8, 2019


Ovviamente gli ufologi sostengono da tempo che si tratti di “una flotta di tre UFO” .


Una volta tanto, però , gli ufologi sono stati corretti e hanno indicato la fonte esatta della fotografia: lo scatto AS09-23-3500, consultabile qui, qui oppure qui. La scansione diretta dalla pellicola originale è qui presso March to the Moon.

Questa è la foto originale intera, non elaborata:



Questa è una mia elaborazione della scansione in formato TIFF:



La prima ipotesi che mi è venuta in mente è che le linee siano dei segni di riferimento incisi sui finestrini del veicolo spaziale, come quelle mostrate qui sotto o quelle documentate in Apollo Experience Report - Spacecraft Structural Windows, pagina 10, qui (con foto) e nella pagina Crewman Optical Alignment Sight. Non si tratta delle classiche crocette di riferimento che caratterizzano le foto lunari, perché queste crocette erano sempre allineate ai bordi della pellicola (essendo incise su un vetrino a contatto con la pellicola) e mai oblique.



Il problema di questa ipotesi è che il finestrino mostrato è quello del Modulo Lunare del veicolo Apollo, che però al momento dello scatto non era più presente. La missione Apollo 9, infatti, collaudò il Modulo Lunare stando in orbita intorno alla Terra, dal 3 al 13 marzo 1969, e la foto in questione risulta scattata alle 21.50 GMT del 10 marzo (secondo il catalogo NASA delle foto della missione, pagina A-94, che la descrive semplicemente come “Lunar view” ).

Ma secondo la cronologia della missione, il Modulo Lunare fu sganciato alle 21:22 GMT del 7 marzo. Quindi la foto non può essere stata scattata attraverso quel finestrino.

Si potrebbe ipotizzare uno scatto fatto attraverso uno dei finestrini frontali del Modulo di Comando di Apollo 9, che erano dotati di griglie di allineamento (rendezvous windows, in Command Module Overview, pagina 48), ma c’è un problema: la grandezza della Luna.

Le dimensioni della Luna nella fotografia indicano che si tratta di uno scatto fatto usando un teleobiettivo, altrimenti la Luna sarebbe molto più piccola. Ma non risulta che a bordo ci fossero teleobiettivi sufficientemente potenti (va ricordato che Apollo 9 portò nello spazio fotocamere Hasselblad con pellicole da 70 mm, che avrebbero richiesto teleobiettivi estremamente ingombranti.

Inoltre il catalogo GAPE indica che la foto fu fatta con un obiettivo da 80 mm: lo stesso usato per le altre foto immediatamente precedenti e successive, che mostrano vedute della Terra.



L’uso di un teleobiettivo, oltretutto, avrebbe comportato una profondità di campo molto ridotta, per cui eventuali segni sui finestrini sarebbero stati completamente sfocati.

Quindi come si spiega la foto? Semplice: a bordo della capsula Apollo c’era eccome un “teleobiettivo” . Era il sestante usato per determinare la posizione e l’assetto del veicolo rispetto alle stelle fisse, come spiegato in questo video NASA.




Questo è il reticolo di puntamento del sestante, tratto dal già citato video NASA:



Questo reticolo è documentato in questo manuale (figura GN-9100A) e anche in questo video della RR Auction (a 0:24, a sinistra), di cui riproduco qui sotto un fotogramma saliente:



Lo si vede in basso a sinistra in questa immagine tratta dall’Apollo Flight Journal:



La spiegazione più plausibile, e coerente con tutti i fatti conosciuti fin qui, è insomma che la foto sia stata scattata appoggiando la fotocamera all’oculare del sestante, usandolo come teleobiettivo, e che la fotocamera sia stata mossa, durante lo scatto, in una direzione grosso modo corrispondente all’orientamento delle due linee più scure. Questo spiegherebbe la sottoesposizione (le fotocamere a bordo non avevano un esposimetro), la scarsa nitidezza della Luna (in particolare la sfocatura del suo bordo sinistro ma non di quello superiore, effetto tipico di un movimento della fotocamera) e il fatto che le linee sono a fuoco.

La possibilità di scattare foto attraverso l’oculare era esplicitamente prevista e (nel caso dell’analogo sistema COAS del Modulo di Comando) fu sfruttata almeno una volta durante Apollo 14.

Un lettore, scatola grande, ha trovato due immagini di quello che sembra essere un manuale d’uso del sestante, che mostrano la forma del reticolo: una croce composta da due bracci formati da una linea singola e due bracci formati da una linea doppia. Questa forma coincide quasi perfettamente con le linee visibili nella foto in discussione.




Scatola grande ha anche trovato un disegno del reticolo nell’Apollo Flight Journal (a 008:09:03) a sua volta basato su un manuale di addestramento del 1967.

Non sono ancora riuscito a trovare una foto diretta del reticolo del sestante di Apollo 9, ma direi che questa spiegazione è più credibile rispetto a una flotta di astronavi a bastoncino.


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2019-02-07T01:11:00.002+01:00

Chicca per Trekker: l’animazione dell’equipaggio nella sigla di The Next Generation

Avvertenza: Se non siete appassionati totali di Star Trek, non leggete oltre. Non dite che non vi ho avvisato :-)

Quando debuttò Star Trek: The Next Generation, troppi anni fa, vantava ottimi effetti speciali (analogici) creati dalla Industrial Light and Magic, quella di Star Wars e tanti altri film visivamente straordinari. C’era chi giurava di aver intravisto, nella sigla di testa, che in un’inquadratura del modello dell’Enterprise (quella a 1:25 nel video qui sotto) c’erano addirittura le persone che si muovevano: una cosa che non si vedeva dai tempi di 2001: Odissea nello Spazio.


Io all’epoca guardavo TNG nell’unico modo possibile, ossia in videocassetta su un TV a tubo catodico, e quindi non vedevo dettagli così minuscoli. Soltanto anni dopo, quando uscì l’edizione in DVD e poi in Blu-ray, quell’avvistamento ormai diventato mitico tra i fan fu confermato.



Oggi TrekCore ha pubblicato l’animazione originale usata per creare l’effetto: una semplice sequenza di disegni a matita che mostrano membri dell’equipaggio. Fra l’altro, la visione dell’animazione originale chiarisce che non si tratta del ponte di comando, come avevano pensato in tanti, bensì nella sala conferenze (conference lounge o observation lounge) dell’astronave.


The original pencil animation used to create the illusion of people moving inside the Enterprise-D’s conference lounge, as seen in the #StarTrek TNG opening credits sequence. pic.twitter.com/ucYUObirAL
— TrekCore ?? (@TrekCore) December 30, 2018



La vicenda è raccontata qui su Startrek.com. La pubblico qui per il puro piacere di condividere una chicca che mi ha fatto sorridere.


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